Tag: maternità surrogata

Sulla 27ima ora

“I dubbi sull’identità di genere e quei medici che vogliono normalizzarli troppo presto” https://27esimaora.corriere.it/19_maggio_08/i-dubbi-sull-identita-genere-quei-medici-che-vogliono-normalizzarli-troppo-presto-0c095ae8-717d-11e9-a32a-79dc5e5aff8e.shtml?refresh_ce-cp

Titoli ingannevoli

L’Agenzia di stampa DIRE dà la confortante notizia che esiste ancora uno stato di diritto in Italia con un titolo falsificante: La Corte di Cassazione: “No al riconoscimento dei bambini con due papà” La notizia è la pronuncia della Cassazione contro il riconoscimento di certificati di […]

Il FQ per la compravendita di bambini?

Questa è la lettera che ho inviato il 5.2.19 al Fatto Quotidiano, che ha pubblicato una pagina intera pro GPA a firma della solita Chiara Lalli:

 

Questa è davvero una notizia: il quotidiano impegnato contro i mercati illegali ospita un’articolessa a favore del commercio di bambini. Certo, scrive la bioeticista Lalli (meno male che ha a cuore l’etica), il problema vero è la sua illegalità, per il resto non si può fare nessun appunto: nella maternità surrogata le donne diventano operaie della gravidanza, i bambini prodotti, ma cosa c’è di male? È il capitalismo, bellezza, ha bisogno di sempre più ambiti in cui i legami umani vanno trasformati in denaro. Il voto? Le leggi? La sanità? Le pensioni? Le armi ai paesi in guerra? Gli organi umani? Il posto per battere sul marciapiede? Tutti mercati potenziali – stupisce solo che il FQ, che non li vuole considerare tali, accetti invece di difendere la commerciabilità degli esseri umani, dei figli in particolare.

Certo, dispiacerà ai genitori che li hanno acquistati all’estero il fatto che il certificato di origine del loro import non venga accettato. Lalli si preoccupa delle ripercussioni che questa incomprensibile inadeguatezza alla modernità avrà sulla povera progenie. Io – fossi nei genitori intenzionali-potenziali-surrogati – mi preoccuperei piuttosto delle ripercussioni che il loro atto di separare neonati dalle madri avrà in famiglia, non appena la prole sarà in grado di comprenderlo. (Vedi anche http://donoroffspring.eu/)

Qui si fermava la lettera per ragioni di spazio. ma voglio aggiungere qualche altra parola. Non mi piace entrare nelle famiglie degli altri, non l’ho mai fatto nelle mie argomentazioni contro la surrogazione di maternità. Tuttavia la pervicacia con cui questi personaggi, vicini a Famiglie Arcobaleno, inondano l’opinione pubblica con le loro falsità, la loro ideologia neoliberale, il loro pietismo per il “danno ai bambini” (che è inesistente) per il “mancato riconoscimento” dei loro certificati di nascita – cosa apparentemente innocua ma che in realtà implicherebbe lo stravolgimento del principio mater semper certa del nostro ordinamento giuridico – mi nausea e mi spinge all’affondo sulla realtà di queste famiglie costituitesi grazie al denaro, con cui dovremmo simpatizzare solo perché ci sono dei bambini piccoli. Ma che gli adulti che hanno fatto queste scelte si assumano le proprie responsabilità fino in fondo e guardino la proverbiale trave nei propri occhi, invece delle pagliuzze dei certificati da dichiarare – se ancora esiste uno stato di diritto – FALSI!

E comunque l’ammonimento vale soprattutto per chi sta pensando di diventare “genitore” separando un neonato da sua madre. Gli altri dovrebbero avere il buon gusto di non farne una rivendicazione politica, dato che hanno già ottenuto quello che volevano, e cosa fatta capo ha. Ma l’Italia non va trasformata in un luogo dove le immigrate fanno figli da vendere ai ricchi italiani – come accade in Grecia.

 

L’ONU contro la surrogazione di maternità

articolo mio pubblicato su Autrici di civiltà: https://www.autricidicivilta.com qui in versione corretta e con i link L’ONU contro la surrogazione di maternità: parole forti e chiare

Convegno a Milano: Mater Iuris, 29.11

Il diritto della madre: uscire dalla simmetria giuridica dei sessi nella procreazione Convegno presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Scienze politiche, economiche e sociali, via Conservatorio 7, 29 novembre 2018, Sala Lauree. Comitato scientifico: Valentina Calderai (Diritto privato, Università di Pisa), Daniela Danna […]

Morte di un camaleonte femminista

Rosemarie Tong

THE OVERDUE DEATH OF A FEMINIST CHAMELEON- TAKING A STAND ON SURROGACY ARRANGEMENTS

Journal of Social Philosophy Volume 21 issue 2-3 1990 [doi 10.1111%2Fj.1467-9833.1990.tb00275.x]

tradotto da Cinzia Bucchioni (grazie!):

Finalmente morto un camaleonte femminista! Presa di posizione sugli accordi di maternità surrogata

Rosemarie Tong, filosofa femminista, professora emerita di Etica delle cure sanitarie all’università della Carolina del Nord, autrice di Ethics in Policy Analysis (1986), Women, Sex, and the Law (1989), Feminine and Feminist Ethics (1993), Feminist Approaches To Bioethics: Theoretical Reflections And Practical Applications (1996), Feminist Thought: A More Comprehensive Introduction (1998), New Perspectives in Healthcare Ethics: An Interdisciplinary and Crosscultural Approach (2006). Questo suo articolo del 1990 – e si noterà che ciò che cambia oggi è solo il contesto, più favorevole alla surrogazione, mentre le argomentazioni rimangono le stesse – trae le conclusioni dal caso Baby M e da casi successivi.

Tong risolve molti dilemmi che tutte le femministe, lei compresa, hanno avuto a proposito di surrogazione di maternità, con un linguaggio e un ragionamento rigorosi nel soppesare dal punto di vista femminista tutte le possibilità logiche della considerazione sociale e legislativa del fenomeno. La sua conclusione, di cui però dichiara diversi motivi di insoddisfazione, è che la surrogazione di maternità sia paragonabile all’adozione “aperta”, da gestire con le stesse regole. Solo pochi stati al mondo però, come la Grecia e appunto gli Stati Uniti, prevedono questa forma di adozione, proprio in quanto si presta alla creazione del mercato di neonati che Tong avversa, anche se le regole non lo consentirebbero. L’insoddisfazione di Tong è anche per il “divieto” di surrogazione di maternità, ma in realtà la situazione è rovesciata, perché il diritto deve attivamente costruirla, come scrivo nei miei lavori, prima ancora di vietarla.

Dio lo vuole!

Alcune considerazioni sulla serata di conoscenza delle portatrici (come vengono chiamate) organizzata da Famiglie Arcobaleno a Milano   Palco interamente femminile. Donne che in California hanno intrapreso una gravidanza per poi consegnare i neonati ai committenti lavorando per la stessa agenzia raccontano perché l’hanno fatto. […]

I convegni sulla surrogazione di maternità

Società italiane di varie figure professionali (e non) femminili, centri universitari sul gender, o altri centri studi promuovono da un paio d’anni a questa parte numerose iniziative sulla surrogazione di maternità, chiamata in vari modi e sempre legittimata da fior di femministe. Si sono tutte […]

Le madri lesbiche tirano la volata alla Gpa

https://ilmanifesto.it/le-madri-lesbiche-tirano-la-volata-alla-gpa/

pubblicato sul Manifesto del 9 maggio 2018

 

Le madri lesbiche tiravolata alla Gpa

di Daniela Danna.

 

Un giorno a Torino si registra la figlia di una donna con la sua compagna madre sociale, e il giorno dopo si è travolti da coppie di uomini che ricevono dallo Stato una doppia paternità. La sindaca di Torino rivendica la decisione in termini simmetrici: “ferma volontà di dare pieno riconoscimento alle famiglie di mamme e di papà”. Come se fosse la stessa cosa nascere da una donna che ha una compagna invece che un compagno, insieme alla quale ha deciso di far nascere e allevare il piccolo con il contributo maschile in termini di seme e basta, e nascere invece da una madre retribuita dalla quale si viene separati alla nascita per incontrare all’improvviso il padre biologico – mai stato prima al fianco della madre, che è all’estero – e il suo compagno, in barba alle leggi dello stato italiano.

Lo stato italiano prevede due modi di registrare la filiazione: a seguito del parto per discendenza biologica (sono figlia di una coppia sposata, o di una donna e del suo compagno che mi riconosce alla nascita), oppure l’adozione: mia madre mi ha partorita ma è voluta rimanere anonima e i servizi sociali sono incaricati di trovarmi una famiglia, vagliando la qualità della coppia. (Se nasco da madre single posso anche essere adottata dal compagno o persino dalla compagna di mia madre, che dimostrano di essersi occupati di me.) Il fatto che la decisione sia stata comune in una coppia lesbica dà certamente una base a che lo Stato riconosca la famiglia: per scelta della madre l’altro genitore è una donna invece di un uomo.

Quando due uomini “diventano padri” (o anche un uomo e una donna che vadano ad esempio in Ucraina tornando con un neonato non partorito da nessuno di loro) si appropriano del neonato che necessariamente una donna ha partorito. Come se ne appropriano? Pagandola – il fatto che uno di loro sia padre biologico non è certo sufficiente (in California non è nemmeno necessario). Questo non è possibile in Italia (fortunatamente: sarebbero le donne immigrate, già sfruttate nel segreto delle case come badanti, ad essere ingaggiate per questo ulteriore sfruttamento), ma è possibile in alcuni stati stranieri. Accettare i certificati di nascita di questi stati e registrarli all’anagrafe significa accettare la pratica di mettere sotto contratto una donna, come se fosse un contenitore di figli altrui, al fine di separare il neonato da sua madre, cosa che va contro il diritto umano di continuità nella vita familiare. Al momento in Italia, questo diritto può rimanere inadempiuto solo per cause di forza maggiore, e il neonato va in adozione. Ma il diritto, sancito anche dalla Convenzione di Stoccolma, non può e non deve essere calpestato da un pagamento – che lo si chiami “rimborso spese” aggiunge al danno la beffa.  E come ha scritto Silvia Niccolai, il corpo di una donna non è suo perché lo metta sul mercato nella capacità materna, e nemmeno il neonato è una proprietà cedibile.

Una donna lesbica può – trovando disponibile del seme maschile (banca del seme, accordi privati) – fare tutti i figli che vuole, ed è giusto che la sua compagna partecipi della maternità decisa in comune. Un uomo gay dovrebbe poter adottare, o persino mettersi d’accordo con una donna per avere figli, ma è inaccettabile che la naturalità della filiazione delle donne lesbiche venga usata come paravento per la mercificazione della gravidanza e dei neonati. E ancora più inaccettabili sono le prevedibili repliche di chi dirà che “quella non è una madre ma una portatrice perché lei si vuole chiamare così”, come se il neonato non avesse cognizione del corpo materno nel quale si è sviluppato, delle sue emozioni, dei suoi sapori, dei suoi suoni. Chiedetelo al neonato chi è sua madre, quando si fa strada per raggiungere il capezzolo che lo nutrirà, quando si sente rassicurato dalla presenza del corpo materno.

Le lesbiche addormentate

Qualche giorno dopo il quotidiano, direi ormai allo sbando, pubblica un inconsistente appello di più di cento lesbiche – alcune purtroppo le conosco – che sostanzialmente mi dicono di tapparmi la bocca perché a loro la Gpa non interessa, e comunque è uno sfruttamento come un altro. Rispondo con questa lettera alle “Cento lesbiche talmente stanche da essersi addormentate”, grata per l’opportunità di una bella ciranata (“Alla porta di Nèl!”):

Spett. Redazione del Manifesto,

le lamentele delle 100 lesbiche stanche vanno indirizzate più correttamente non alla sottoscritta ma a Famiglie Arcobaleno, che ha imposto al movimento Lgbt (con pronta adesione della parte maschile) la rivendicazione della compravendita di neonati, con “portatrice” retribuita e trattata dalla legge come un’operaia della gravidanza a cui naturalmente si toglie il prodotto.

Non solo nessuna è obbligata a diventare madre, ma non rientra in nessun caso nell’autodeterminazione delle donne sul proprio corpo la facoltà, legale in alcuni stati, di disporre del proprio neonato per venderlo o (quasi mai) regalarlo. Che i figli siano desiderati e nascano desiderati è l’essenza dell’autodeterminazione femminile – non sto e non stiamo dicendo proprio nulla di nuovo.

Il neoliberismo avanza con la surrogazione di maternità, come con gli ormoni agli inesistenti “bambini trans”, con la regolamentazione della prostituzione, tutti mercati che gli stati creano in questo momento di crisi e che il movimento Lgbt (almeno in una sua parte) promuove. Tacciamo, e intimiamo al silenzio, e ne saremo complici.

Quanto alle accuse di essere di destra, vorrei citare Totò: “Ma mi facci il piacere!”

E poi… cento contro una! Chi ha paura di chi?

Un sorriso

Daniela Danna

Comunicato stampa di ArciLesbica

Sulle dichiarazioni della Sindaca di Torino Appendino, che ha registrato alla nascita la figlia di una coppia di donne e vorrebbe fare altrettanto con coppie di uomini… da dove hanno preso il neonato? SI NASCE DA MADRE, NO A FALSE SIMMETRIE ArciLesbica accoglie con grande […]

Propaganda all’utero in affitto come aggiornamento professionale?

Il 10 marzo a Roma si terrà un convegno organizzato dal Gruppo Dedalo (Provider di crediti ECM per conto del Ministero dell’Istruzione) intitolato “Gestazione per altre ed altri. Genitorialità tra desideri, diritti e doveri. Aspetti psicologici, giuridici e socio-antropologici” e pubblicizzato da Famiglie Arcobaleno, al […]

Articolo su Paginauno

Il Movimento LGBT e la maternità surrogata: corpi in vendita o resistenza alla mercificazione?

è uscito su Paginauno, si può scaricare il pdf

http://www.rivistapaginauno.it/

Novità editoriale: monografia sulla Gpa

Maternità. Surrogata? Che cos’è la maternità? Che cosa diventa la maternità quando è “surrogata”? Si tratta di un contratto, della creazione di un mercato per la filiazione (in astratto, in concreto di neonati). Il libro ci racconta che cosa ci aspetta se la regolamenteremo, sulla […]

La Gpa come il Kirby

di Daniela Danna (uscito sulla 27ima ora)   Sabato 7 ottobre ho partecipato a Chakra, una trasmissione a favore della Gpa. Non sapevo di essere l’unica voce contraria perché ad esempio la conduttrice non si era mai espressa del tutto a favore. Non sapevo che […]

PRIMA INIZIATIVA LAICA IN ITALIA CONTRO IL MERCATO DELLA GRAVIDANZA

Evento organizzato a Milano da RUA-Resistenza all’Utero in Affitto presso la Casa dei Diritti, via de Amicis 10, ore 20.30, giovedì 16 marzo

IL MERCATO DELLA GRAVIDANZA

NON E’ UN DIRITTO

È ancora possibile sottrarre la nascita al business?

In Italia il dibattito rispetto alla maternità surrogata sembra polarizzato tra sostenitori, individuati soprattutto nella comunità lgbt e oppositori organizzati nelle reti del cattolicesimo reazionario. La verità è che nel mondo si confrontano visioni assai più complesse e trasversali. Una estesa rete internazionale di associazioni e studiose appartenenti al movimento delle donne e del lesbismo opera da tempo opponendosi al sempre più florido mercato della gravidanza, che anche attraverso il sostegno alcune legislazioni estere, si ammanta di gratuità e solidarietà utilizzando il termine ambiguo della gestazione per altri.

A Milano giovedì 16 marzo alle ore 20,30 RUA organizza il primo evento italiano che intende fare chiarezza sulla gestazione per altri presentata come un dono e libertà procreative, ma che invece è mercificazione di chi nasce e riduzione della madre a cosa.

Nel nostro paese la maternità surrogata è vietata, ma ogni anno moltissime coppie (la gran parte eterosessuali) si recano all’estero e davanti al fatto compiuto, invocano in Italia, il preminente interesse del bambino. Di tutto questo discuteranno Daniela Danna, sociologa dell’Università di Milano, Aurelio Mancuso presidente di Equality Italia, Silvia Niccolai, costituzionalista dell’Università di Cagliari, Marina Terragni, giornalista saggista.

  • La Gpa (gravidanza per altri/maternità surrogata) non è una tecnica di riproduzione assistita: è una gravidanza come le altre
  • Non esiste Gpa altruistica, le donne sono sempre pagate
  • La portatrice che dà alla luce un bambino è sua madre (di nascita)
  • Ma è ridotta ad essere solo una lavoratrice, con controlli sul suo corpo e sulla sua vita
  • Chi va all’estero sceglie paesi dove la Gpa obbliga la madre a separarsi dalla figlia
  • Quello che i committenti acquistano è un neonato
  • Nel caso di gameti propri, acquistano comunque il neonato perché la filiazione è stabilita per legge escludendo la madre, che ha il ruolo di fattrice retribuita
  • I neonati devono essere separati dalla madre solo in circostanze eccezionali, non per l’obbligo di un contratto firmato più di nove mesi prima
  • Siamo contro l’introduzione della Gpa in Italia perché le donne non sono fattrici di bambini “altrui”

Femminicidio: contrordine compagne!

Stamattina la mia radio è autonomamente scivolata da Radiopopolare a Radiomaria, giusto accanto. Il predicatore di turno ce l’aveva con il femminicidio: “…questa violenza prevaricatrice e inaccettabile, espressione di odio e debolezza…” Urge cambiare il bersaglio di Nonunadimeno e di tutte le mobilitazioni femministe antiviolenza: […]

Sulla sentenza di Trento

Cari compagni gay, vi invitiamo a non festeggiare la cancellazione della madre   Il 28 febbraio è stata resa nota la sentenza con la quale una Corte d’appello dello Stato italiano ha accettato un certificato di nascita di un paese che ha stravolto il principio […]

La riproduzione artificiale dell’umano

Milano Alexis internet
Presentazione del libro 


LA RIPRODUZIONE ARTIFICIALE DELL’UMANO Ortica editrice, 2016
Con la partecipazione dell’autore ALEXIS ESCUDERO 
a cura del Collettivo Resistenze al Nanomondo

MARTEDÌ 10 – BERGAMO 
19.00 aperitivo vegan – 19.30 inizio presentazione
Centro Socio Culturale, via Borgo Palazzo 25
MERCOLEDÌ 11 – CAMBIAMENTO: ROVERETO
19.30 aperitivo vegan- 20.30 inizio presentazione
Circolo Nave dei folli, via Santa Maria 35
GIOVEDÌ 12 – TORINO 
19.30 aperitivo vegan – 21.00 inizio presentazione
Radio Blackout, via Cecchi 21/A
VENERDÌ 13 – MILANO Interverrà Daniela Danna
18.00 inizio presentazione- 20.00 aperitivo vegan
Libreria Antigone libreria lgbt, studi di genere, femminismi, arte e teoria queer
via Antonio Kramer 20 (Porta Venezia)
SABATO 14 – PISA
13.00 pranzo vegan – 15.00 inizio presentazione
Garage Anarchico, Chiassetto Sant’Ubaldesca 44 (Zona San Martino)
DOMENICA 15 – BOLOGNA
14.00 inizio presentazione – 16.30 merenda vegan
Libreria Naturista, via degli Albari 2/D
LUNEDI 16 – ROMA
18.00 inizio presentazione- 20.00 aperitivo vegan
Libreria Anomalia, via dei Campani 73 (Zona San Lorenzo)

“La riproduzione artificiale dell’umano – la procreazione medicalmente assistita – è un’ulteriore conquista del capitalismo verso uno sfruttamento sempre più opprimente del vivente che, estendendo i suoi tentacoli fino all’origine della vita, tramuta in merce anche i semi umani.
La riproduzione artificiale dell’umano, che il capitalismo sta imponendo ai nostri corpi, permetterà il controllo, la selezione, la modificazione genetica e l’omologazione fino a raggiungere un completo addomesticamento dell’umano.”
Per contatti: info @ resistenzealnanomondo.org

 

Nessun regolamento sul corpo delle donne

Questo è un testo contro i regolamenti che introdurrebbero la gpa in Italia, invocati da più parti specialmente nella sinistra. Non è un testo proibizionista, ma è contrario ai contratti e agli scambi di denaro per comprare e vendere esseri umani, che ora in Italia […]

Nessuna Santa Alleanza, solo femminismo

In risposta a “La mamma tra clero cattolico e capitale finanziario” di Lidia Cirillo su Communianet Nessuna Santa Alleanza, solo femminismo di Daniela Danna Ci sono molti equivoci nel dibattito politico attuale sulla GPA, cioè gestazione per alt ri, come si è voluto ultimamente chiamare […]