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Lecce: Festival di filosofia politica

11 Giugno 2019 Posted by webmater

arò nella tavola rotonda del Festival di filosofia politica Migrazioni/Conflitti/Confini, di venerdi 14 giugno, ore 15-18.30, Corte del Chiaromonte 1, Lecce

Qui maggiori informazioni sul sito dei co-organizzatori di C.i.r.c.e., insieme al circolo Arci Spazio Zei:

https://circex.org/it/agenda/festival-della-filosofia-politica/

Vedi anche faccialibro:

https://www.facebook.com/festivalfilosofiapoliticalecce/fil-pol

Milano: 31 maggio

29 Maggio 2019 Posted by webmater

Venerdì 31 maggio dalle 15 sarò ospite del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali per un incontro del ciclo di convegni intitolato “Noi e Gaia, tragedia in 5 atti”.

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Il tema della conferenza sarà una panoramica del sistema agroalimentare, soprattutto la parte finale della filiera, con tre interventi:
1) Giorgio Cingolani economista agrario del centro studi Sereno-Regis: Benessere economico/Sviluppo e Sicurezza alimentare, illustrando nel dettaglio come le due cose siano direttamente proporzionali.
2) Tomaso Ferrando, ricercatore università di Bristol, (IPES-FOOD PANEL), terrà  un intervento dal titolo Finanziarizzazione del sistema agroalimentare globale, cercando di spiegare come il meccanismo di valorizzazione dei beni agro-alimentari nel mercato globale (partendo dalla questione degli OGM) abbia fortemente contribuito  a creare la situazione illustrata precedentemente.
3) Daniela Danna, infine, partendo dalla constatazione che tale messa a valore sia stata favorita da dinamiche che hanno ridotto notevolmente o eliminato il ruolo della donna nell’agricoltura moderna e illustrando alcuni esempi di società matricentriche rurali, mostrerà il protagonismo femminile nell’attivismo ambientale.

Libri: Nuove uscite

2 Marzo 2019 Posted by webmater

aniela Danna, Silvia Niccolai, Luciana Tavernini, Grazia Villa

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Né sesso né lavoro

Politiche della prostituzione

Proprio in questo ultimi mesi di febbraio/marzo 2019 si sta giocando la costituzionalità della legge abolizionista, messa in discussione.
In Francia il primo febbraio il Consiglio Costituzionale si è pronunciato a favore, sancendone la costituzionalità!!!!
In Italia il 5 marzo sarà discussa di fronte alla Consulta la costituzionalità della legge Merlin. L’Italia come la Francia si opporrà al tentativo di legalizzare lo sfruttamento sessuale chiamandolo “lavoro”, modificando o annullando la legge Merlin?

Né sesso né lavoro. Politiche della prostituzione esce tempestivamente nello stesso giorno della discussione della Consulta in Italia per fornire, un contributo indispensabile al dibattito su prostituzione/sex work in Italia.
Un testo importante per chi vuole capire qualcosa in più sulla prostituzione e sfilare la testa dalla sabbia dei luoghi comuni, andare oltre slogan sempre più diffusi che, volendo sdoganare la questione, negano gravi problemi sociali e mentono spudoratamente. Il sex work non è un lavoro come un altro, il concetto stesso di sex work stravolge il senso sia del sesso sia del lavoro.
Forti di competenze specifiche, le quattro autrici mostrano i differenti aspetti del fenomeno in un’analisi calata nella peculiare realtà dell’abolizionismo tradito nel nostro paese, dove la lotta alla tratta non è una priorità e dove sulla prostituzione vige il laissez faire. Dall’esame dei modelli di politiche internazionali all’analisi della Legge Merlin (male interpretata) e delle numerose proposte parlamentari di modifica della legge, all’appassionata riflessione sulla portata della prostituzione negli attuali rapporti umani.

Luogo e data di pubblicazione: Milano, 5 marzo 2019

Daniela Danna

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Dalla parte della natura

L’ecologia spiegata agli esseri umani

In un dialogo “a tu per tu” con l’umanità, la Natura, in una sorta di personalizzazione letteraria, “ci parla”, affrontando tematiche nevralgiche della nostra odierna civiltà: equilibrio ambientale, disuguaglianza sociale, predominio delle multinazionali, visione libera della sessualità. Con un approccio ecofemminista, questo breve ma fulminante pamphlet attacca il sistema capitalista e patriarcale caratterizzato dalla supremazia maschile, dove donne, animali e ambiente appartengono a categorie analoghe, considerate come proprietà e beni da dominare e sfruttare. E anche se noi esseri umani siamo parte della Natura, questo mondo ha tracciato un solco cosi profondo tra noi e lei, da renderla non solo estranea, ma addirittura ostile nemica. Queste semplici pagine sono un invito a conoscerla meglio, allo scopo di rispettarla. E in questo processo, cambiare noi, smettendo di modificare lei.

Luogo e data di pubblicazione: Milano, ottobre 2018
Danna Daniela

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La Piccola Principe

Lettera aperta alle giovanissime su pubertà e transizione

Possono i minorenni voler cambiare sesso? Da dove viene questa strana richiesta, dal momento che cambiare sesso non è realmente possibile? L’attuale confusione tra “sesso” e “genere” indotta dalla filosofia postmoderna, secondo la quale il mondo è un testo e la realtà materiale non ha alcuna importanza, sta dando una spinta potentissima alla normalizzazione delle nuove generazioni.

Se sei un bambino effeminato, diventerai bambina. Se sei un maschiaccio, allora sei “veramente” un ragazzo. Big Pharma ti sorride: ti venderà ormoni per tutta la vita.

 

Luogo e data di pubblicazione: Milano, luglio 2018

Danna Daniela

IL PESO DEI NUMERI. Teorie e dinamiche della popolazione

L’espressione “il peso dei numeri” è di Fernand Braudel, titolo della sua riflessione su questa componente essenziale della storia umana. È proprio dalla popolazione nei suoi aspetti biologici che Braudel fa partire la sua trilogia Civiltà materiale, economia e capitalismo: secoli XV-XVIII (1960), in cui descrive la popolazione con i fatti umani più vicini alla biologia: le nascite, l’alimentazione, le malattie, la durata della vita, le morti – questa la “vita materiale” che si contrappone al mercato e al capitalismo. Come tutte le specie viventi, gli esseri umani esistono nella fisicità degli scambi di energia e materia con l’ambiente naturale – anche attraverso le tecniche e tecnologie – per trarne ciò che è necessario alla specie, e sono parte della rete di relazioni tra esseri viventi e materia inanimata che chiamiamo ecologia. Alla base delle dinamiche della popolazione stanno tre componenti: le nascite, cioè la procreazione, le migrazioni, le morti. È il processo della procreazione ad assicurare la continuità tra le generazioni e il mantenimento della presenza umana sul pianeta Terra. I bisogni essenziali alla vita umana in termini di alimentazione, apporto di acqua, riparo da condizioni di freddo o caldo eccessivo, possibilità di riposo e protezione dagli agenti patogeni devono essere soddisfatti quotidianamente, per questo Braudel li pone all’inizio della sua ricostruzione storica del passato europeo. Non sono banalità da dare per scontate, ma la base fondamentale su cui la vita umana costruisce la storia.

Il tema che Braudel poneva all’inizio, cioè alla base, di Civiltà materiale, economia e capitalismo, è oggi affidato solo a una branca quantitativa della divisione disciplinare voluta dai liberali al posto dell’unica scienza sociale storica. “La popolazione è in declino, dobbiamo intervenire”, “I poveri aumentano di numero per la loro ignoranza”, “L’aumento demografico mette in pericolo l’ecologia del pianeta”: i miti della demografia hanno conseguenze politiche, e vengono smentiti da questo lavoro, che ricostruisce e commenta le principali teorie a proposito di ciò che determina gli andamenti nel tempo della popolazione umana. Il volume ragiona sulle dinamiche della popolazione sia dal punto di vista macrostorico che microstorico. Presenta il quadro teorico che vede nel “sistema-mondo” e non negli stati-nazione l’unità di analisi fondamentale per la scienza sociale. Traccia poi una griglia per la comprensione delle motivazioni delle decisioni procreative – includendo nel concetto anche la semplice accettazione della nuova vita concepita – decisioni in cui la volontà femminile ha storicamente acquistato un peso maggiore. Si dà nuovo rilievo alla teoria della domanda di lavoro nel sistema capitalistico come base per l’accrescimento demografico: durante l’espansione coloniale europea ci fu un’estrazione violenta di lavoro indigeno per beneficiare i paesi del centro dell’economia-mondo capitalista. Questa estrazione era stata imposta innanzitutto alla classe lavoratrice dei paesi del centro nelle prime fasi di sviluppo del capitalismo, e poi venne spostata verso la periferia.

La teoria della transizione demografica e l’ideologia della crescita infinita sono presentate criticamente: sono gli obiettivi della crescita economica a richiedere l’impossibile aumento costante della popolazione, è il capitalismo ad essere ecologicamente insostenibile.

 

Danna Daniela

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Maternità. Surrogata?

Nel bazar della vita: il prezzo di un figlio? Trattabile!

Bello vedere quante persone si impegnino a convincerci della bellezza di esercitare le uniche libertà che il patriarcato ha sempre riconosciuto con entusiasmo alle donne: prestare servizi sessuali e/o servizi riproduttivi a richiesta del medesimo.
Paola Mazzei

Sono ormai lontani i tempi in cui le donne venivano venerate per le loro capacità di dare la vita (qualcuno dice che questi tempi non siano mai esistiti…), quando il “linguaggio della Dea” si esprimeva nei simboli del femminile, le statuette paleolitiche dell’abbondanza materna – larghi seni e larghi fianchi – oggetti di meraviglia e adorazione per la continuità della vita e della Natura. Il potere procreativo delle donne è stato piegato ai bisogni degli uomini, soggiogato dagli déi maschili. Nel patriarcato, le donne sono state schiavizzate, obbligate a dare alla luce l’erede maschio dei loro padroni, alle loro condizioni. Abbiamo combattuto contro tutto questo, per riprenderci il potere sulle nostre vite e poter essere capaci di fare delle scelte. Ci sforziamo ancora d’essere viste come esseri umani al pari degli uomini, gli eredi della tradizione patriarcale che da loro più valore che alle donne – mentre tante di noi sono ancora costrette a portare in grembo quegli eredi. L’istituzione giuridica della surrogazione riafferma questo obbligo, questa volta in forma contrattuale invece che attraverso il matrimonio con lo status di moglie-riproduttrice. Non è progresso: dopo il femminismo degli anni ’70, è un regresso. E questi eredi servono al feticcio della “crescita economica”, cioè all’espansione del capitale: sono la forza lavoro e i consumatori del futuro, necessari in numero crescente per perpetuare l’inarrestabile ciclo capitalista che riduce ogni cosa al denaro, disdegnando l’ecologia e l’umanità – ma soprattutto la donnità.

Danna Daniela

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“Fare un figlio per altri è giusto”

Falso!

Edizione: 2017
Collana: Idòla Laterza

Spesso la ‘gestazione per altri’ o ‘maternità surrogata’ è presentata come un dono, un atto di liberalità e solidarietà da parte di donne generose che aiutano coppie infertili ad avere figli. Ma le cose stanno davvero così? Siamo consapevoli del fatto che non è una ‘tecnica di riproduzione assistita’, bensì una gravidanza come le altre? È giusto considerare delle donne ‘portatrici’ di figli altrui? È giusto che dei neonati siano dati a ‘genitori committenti’ in cambio di denaro?

 

L’Infernale Tragedia: lettura scenica

27 Gennaio 2019 Posted by webmater

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Dana Ghetilieri: autrice dei pamphlet “Contro l’amore” e “Contro la procreazione”, autoprodotti e venduti porta a porta. Sta preparando la “Vita nuova”, raccolta di sonetti e delle altre forme poetiche arcaizzanti che si è divertita a scrivere nel corso della sua ormai lunga vita, proprio come il suo anagramma. Accarezzata soltanto l’idea di dedicare ottave a “L’ArciLesbica liberata” (troppo impegnativo… ), riflette sul bisogno che il mondo potrebbe avere di un romanzo da intitolare “Le promesse spose”. La sua “Infernale Tragedia” è ancora inedita, e cerca illustratrici (fosse mai rinata Gustava Doré…) e un o una editrice – anche se Dante non ne ebbe in effetti bisogno.

Presentazione a Milano in Scighera 16.12

4 Dicembre 2018 Posted by webmater

https://www.youtube.com/watch?v=3ozao4UD9gE&t=2601s
Lo spunto dell’ultimo libro di Daniela Danna, sociologa, proviene dall’aumento negli ultimissimi anni, da parte di adolescenti e famiglie, di richieste di accesso ai percorsi di transizione e autodeterminazione, che permettono di smettere di vivere il ruolo di genere relativo al sesso biologico di appartenenza per arrivare a vivere pienamente nell’identità di genere di elezione (transgenderismo).

È un tema che tocca vari aspetti, da quello legato alla fascia dell’adolescenza con le difficoltà di trovare una propria identità personale, fino a quello squisitamente medico e psicologico (in Italia la transizione è coperta dal Servizio Medico Nazionale mentre all’estero spesso è in regime privato).
Il libro ha aperto un dibattito, a volte dai toni aspri, che si inserisce in un clima di contrapposizione e di opposizione creatosi negli ultimi anni tra mondo lesbico/femminista e mondo trans. Dibattito che spesso rimane confinato ai circoli LGBT, ma che riveste un grande interesse  per chiunque perché riguarda l’identità sessuale e quella di genere. Soprattutto in un periodo come quello attuale, nel quale la compagine governativa, ed evidentemente gran parte della popolazione, vuole ricondurre la questione a una rigida visione tradizionale dei ruoli.
Per questo appuntamento della Pianta Anarchica oltre a Daniela Danna sarà presente Nathan Bonni, attivista LGBT. Per la Scighera Andrea Perin

ore 21, Ingresso con tessera Arci

https://www.lascighera.org/eventi/la-piccola-principe-lettera-aperta-alle-giovanissime-su-puberta-e-transizione-di-daniela

Oggi a Bergamo

30 Novembre 2018 Posted by webmater

presentazione de La Piccola Principe

I compagni del centro documentazione La Piralide hanno scritto questo magnifico pezzo per presentare l’evento:

https://lapiralide.noblogs.org/post/2018/11/28/la-fobia-della-critica/

“…Non è certo lo scardinamento delle basi biologiche dell’esistenza che può trasformare le sedimentazioni e costruzioni sociali e che può cancellare le discriminazioni, sarebbe come voler cancellare i colori della pelle per superare il razzismo.
Tutto questo è in perfetta sintonia con i valori del libero mercato, con il paradigma di questo sistema tecno-scientifico.
Tra lavorare in fabbrica, affittare l’utero vendendo il proprio figlio e fare la prostituta, esiste il non accettare una condizione di miseria e sfruttamento. Inserirsi nel mercato da impresarie/i e azioniste/i del proprio corpo, come propugnano alcune correnti Queer in tema di prostituzione e GPA, non significa attuare una nuova rivoluzione, come cantavano recentemente a Bologna “siamo tutte puttane”, ma abbandonare ogni lotta e possibilità di cambiamento. A quando vendere i reni sarà un atto radicale come una soluzione alla crisi e verrà difeso con proteste e scioperi?

Nel mondo post-moderno alla rovescia
lo sfruttamento e la mercificazione dei corpi,
l’acquisto dell’accesso del corpo di una donna,
la legittimizzazione della logica che vede ogni donna oggetto sessuale,
l’assistenza sessuale per disabili,
il diventare imprenditrici di sè stesse,
la vendita di ovuli,
l’affitto dell’utero,
la procreazione medicalmente assistita,
la compra-vendita di bambini e bambine al mercato della riproduzione,
la selezione eugenetica degli embrioni (e presto anche l’editing genetico),
la logica che sottende l’idea di un corpo smembrabile, modificabile, ingegnerizzabile,
l’idea transumanista del superamento di ogni limite,
la somministrazione di farmaci bloccanti per la pubertà:
diventano libertà e autodeterminazione,
diventano rivendicazioni di scelte personali.
Si pensa che siano idee rivoluzionarie, si pensa di poter gestire tutti questi processi, e che questi corrispondano ai propri desideri e aspettative.
In realtà, anche quando corrispondono davvero ai nostri desideri, vi è un imperativo che prescinde da noi in quanto sono interiorizzazioni delle stesse logiche patriarcali, in quanto sono processi in mano a tecnici e specialisti in cui la stessa organizzazione e pianificazione viene stimolata proprio dall’offerta tecnologica.

Niente è più lontano da una legittimazione e rafforzamento dell’esistente, non scardinano nulla, ma riaffermano e soprattutto confermano questo sistema con le sue logiche di dominio che non si presentano ormai quasi più come imposizione e dispotismo, ma al contrario come una libera scelta introdotta da una nuova neolingua.

Sta avvenendo una profonda risignificazione:
la prostituzione diventa sex-work,
l’utero in affitto diventa maternità per altri altruistica,
la vendita e la predazione di materiale biologico diventa dono,
la scelta su un catalogo di un bambino diventa desiderio di genitorialità,
una non malattia come l’infertilità e il non rientrare negli stereotipi di genere diventano una condizione patologizzata e medicalizzata,
lo sfruttamento e la povertà diventano orgoglio e rivendicazione,
gli abusi come la prostituzione e la GPA diventano rivendicazioni di diritti,
la donna diventa un asterisco,
una creatura transgenica come l’oncotopa diventa una compagna di specie e sovversiva,
il cyborg diventa la nuova soggettività trasgressiva,
le tecnologie diventano gli strumenti per liberarci dalle catene della biologia.
Tutto questo ha profonde conseguenze su tutte e tutti noi e sull’intero vivente.
Da sempre il capitalismo ha spossessato dei beni per accaparrarsi il controllo e la gestione di essi e quando questi diventano dello stato la nostra stessa libertà e autodeterminazione è minata. Lo spossessamento è arrivato fin dentro i nostri corpi e fin dentro i processi biologici dell’intero vivente. Il controllo e la gestione dei corpi da parte dello Stato e delle tecno-scienze devono iniziare dall’embrione in una provetta. …etc”
grazie!

Con Rachel Moran a Bologna, 19.11

12 Novembre 2018 Posted by webmater

Rachel Moran, sopravvissuta alla prostituzione e attivista per la riduzione della “domanda” di corpi da sfruttare sessualmente da parte degli uomini prostitutori, presenta a Bologna il suo libro Stupro a pagamento, imprescindibile lettura per chiunque voglia occuparsi del tema prostituzione, da molti ormai detto “sex work” per mascherare gli abusi sessuali che gli uomini pagano per fare, con donne non consenzienti – altrimenti non chiederebbero di essere pagate.
Incredibile il ritiro del logo del Comune di Bologna a questa importante iniziativa, a seguito di una campagna di esponenti del PD che hanno infamato Moran cercando di collegare il suo attivismo con l’orribile vicenda delle Maddalene – che ha avuto fine probabilmente prima che lei nascesse – e tacciando la sua proposta politica di “proibizionismo”, come se si possa parlare di “proibizionismo” nelle relazioni umane e non solo nei confronti delle cose (altrimenti anche le leggi contro lo stupro e contro la violenza domestica maschile sarebbero leggi proibizioniste!). Forse chi ritiene che difendere i corpi di chi è costretta alla prostituzione sia proibizionismo, considera i corpi delle donne come cose da usare?
D’altra parte, il ritiro decretato dal sindaco del PD diventa perfettamente comprensibile considerando le politiche neoliberali che questo partito ha portato avanti in Italia: Jobs act, “riforme” Fornero sulle pensioni, la Buona scuola, grandi opere. E’ infatti nel programma neoliberale l’estensione del mercato anche al “commercio del sesso”, in modo da tassarlo e da irregimentarlo – infatti le cosiddette sex workers non vogliono assolutamente essere sottoposte a regolamenti! I papponi che diventano “manager della prostituzione” invece hanno tutto l’interesse a regolamentare e depenalizzare – cioè cancellare il reato, e il concetto, di sfruttamento della prostituzione.
A Bologna parlerò di quanto la lettura di Moran mi abbia aperto gli occhi su un mio tema di ricerca sul quale sono stata estremamente poco critica, accodandomi a un “consenso neoliberale” di matrice postmoderna che impera nel mio luogo di lavoro: l’università (neoliberale e definanziata anch’essa…).
ps: L’iniziativa è stata organizzata da altri esponenti del PD, convinti della giustezza del “modello nordico”.
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Ci auguriamo che il Sindaco di Bologna voglia rivedere la sua intenzione
Quando si lotta contro la violenza sulle donne, le giuste politiche di riduzione del danno non esimono dalla riflessione sulle cause della prostituzione e dall’azione di contrasto all’idea che il sesso sia una merce.Rachel Moran, sopravvissuta alla prostituzione, sostiene il modello abolizionista (nordico) che penalizza il cliente e non le persone prostituite, a cui invece fornisce strategie di uscita volontaria, come i sussidi per l’alloggio, l’assistenza all’infanzia, i servizi contro le dipendenze, la consulenza e le terapie olistiche, l’istruzione e formazione. L’incontro del 19 novembre sara’ la presentazione del suo libro, commentato da persone che lo hanno apprezzato e seguito dal dibattito libero.Togliere il logo gia’ assegnato del Comune a questa proposta sarebbe un segnale molto negativo, in un contesto di rischi quotidiani gravissimi corsi da donne e da ragazze che, pur non essendo vittime di tratta, finiscono nelle mani di aguzzini. Ci auguriamo quindi che il Sindaco voglia rivedere la sua intenzione.
Giovanna Camertoni,
per la Segreteria Nazionale di Arcilesbica
Dopo il ritiro del logo del Comune

E’ un gesto grave quello del Comune di Bologna che ha scelto di ritirare il logo alla presentazione del libro di Rachel Moran “Stupro a pagamento”.

E’ anche attraverso queste prese di posizione istituzionali che si conferma il diritto di accesso sessuale da parte degli uomini ai corpi delle donne e che si perpetua la discriminazione nei nostri confronti.
Il fatto che siano degli uomini gay – apparentemente disinteressati all’accesso sessuale ai corpi femminili – ad avversare questo convegno non li rende più credibili quando si ergono a pseudo difensori della autodeterminazione femminile. Tutt’altro.
Quei gay dimostrano di ignorare una volta in più la differenza sessuale
L’aggressività a cui abbiamo assistito è pari all’interesse – tutto maschile – a mantenere le donne in una condizione di piena accessibilità (accesso sessuale, riproduttivo) e di subordinazione nei vari campi in cui detengono il loro privilegio.
Descrivere la prostituzione eufemisticamente come sex work serve a coprire la realtà di molte situazioni.
Questi uomini che scendono in piazza per protestare contro il decreto Pillon non vedono come il loro comportamento nei confronti delle donne sia pienamente in linea con esso.
Stupisce il carattere sprezzante della dichiarazione dell’ass. Zaccaria, che dice di non aver alcuna intenzione di andare a sentire il convegno dove si parlerà di cose che conosce già. La città saprà comprendere e cogliere ciò che il Comune non è stato in grado di fare.

Giovanna Camertoni per la segreteria nazionale di AL.

 

Seminario sul pensiero di Samir Amin

26 Ottobre 2018 Posted by webmater

Milano – sabato 10 novembre 2018 ore 11
Libreria Les Mots
Via Carmagnola (angolo Via Guglielmo Pepe )
(MM2 – Garibaldi e MM5 Garibaldi)

La storia globale, lo sviluppo ineguale, il capitalismo realmente esistente.
Le sfide della globalizzazione-mondializzazione.
Quale marxismo e quale alternativa socialista
L’attività politica e culturale dello studioso recentemente scomparso origina da una
prospettiva ben precisa. Si guarda e si agisce nel mondo a partire dalle periferie,
come prospettiva del necessario “risveglio del Sud” (o dei tanti Sud),
dell’emancipazione necessaria per i popoli delle periferie del mondo e per le classi
subalterne in generale del sistema capitalistico su scala mondiale.

prima sessione ore 11-12.45
presentazione del seminario
La visione della storia globale. La critica dell’eurocentrismo, le nozioni di “classe” e di “nazione” e i progetti nazionali e popolari per il Sud del mondo
relazione di Massimiliano Lepratti (ricercatore ed educatore)

Lo sviluppo ineguale e il sistema capitalistico su scala mondiale. Il marxismo di
Samir Amin e il progetto di emancipazione per i popoli delle periferie del mondo
relazione di Giorgio Riolo (Rete delle Alternative)

ore 12.45 intervallo

seconda sessione ore 14-16.30

dibattito complessivo a partire dalle due relazioni iniziali

Immanuel Wallerstein e la scuola del sistema-mondo. Un confronto con Samir Amin
relazione di Daniela Danna (ricercatrice, Università degli Studi Milano)
dibattito

organizza Rete delle Alternative
in collaborazione con Libreria Les Mots

Milano: 26 giugno

21 Giugno 2018 Posted by webmater

26-giugno

Neviana Calzolari – Transizioni di sesso e transizioni di genere: qualche riflessione su corpi, sessi, asterischi, autodefinizioni e real life test dei consultori ONIG

Giovanni Dall’Orto – Un queer è un maschio eterosessuale con il rossetto e i tacchi a spillo

Daniela Danna – Il corpo delle donne e le scelte lesbiche nel mainstream lgbt

Massimo d’Aquino – L’esperienza della transizione ed i cambiamenti degli ultimi 20 anni. Con uno sguardo perplesso verso domani

Pride nazionale – Milano 30 giugno 2018Al Pride di Milano non parteciperemo solo come AL Zami ma anche come associazione nazionale.
Saranno presenti i circoli di Bergamo, Firenze, Bologna, Modena, Trento ed altri.
Ci troviamo alle ore 15.30 in  via Mauro Macchi 44, davanti al bar Carpe Diem (5 minuti a piedi da Centrale)

Trento: 28 maggio

22 Maggio 2018 Posted by webmater

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