Propaganda all’utero in affitto come aggiornamento professionale?

Il 10 marzo a Roma si terrà un convegno organizzato dal Gruppo Dedalo (Provider di crediti ECM per conto del Ministero dell’Istruzione) intitolato “Gestazione per altre ed altri. Genitorialità tra desideri, diritti e doveri. Aspetti psicologici, giuridici e socio-antropologici” e pubblicizzato da Famiglie Arcobaleno, al termine del quale verranno rilasciati 3 crediti ECM validi per l’aggiornamento professionale di Area Medico-Psicologica e Legale.

L’iniziativa, per i motivi che illustriamo oltre, non si configura affatto come convegno scientifico sul tema, ma come pura opera di propaganda da parte di Famiglie Arcobaleno su di un loro obiettivo politico. Questa associazione vuole l’introduzione della surrogazione di maternità in Italia, mentre nel nostro paese tali contratti non sono ammessi perché rendono la gravidanza un servizio commerciabile e i neonati una merce. Nei paesi dove sono legali, questi contratti costringono le donne che li firmano (sempre per denaro, anche se chiamato “rimborso spese”: non lo farebbero se non venissero pagate) ad adempierli separandosi dai propri neonati, anche se alla fine della gravidanza non vogliono più farlo; ad abortire o non abortire a comando; a sottoporsi a privazioni e a esami che “migliorino” e/o dimostrino la qualità della preziosa merce che portano in grembo.

L’introduzione di regolamenti sulla surrogazione di maternità significherebbe, di fatto, introdurre in Italia questo istituto giuridico, che ammette che una donna possa mettere sul mercato il suo rapporto di filiazione con un nascituro – in concreto mettendo sul mercato la sua capacità di procreare e il nascituro stesso. Anche gli Stati che dichiarano che questa alienazione della filiazione può avvenire solo in forma “altruistica”, prevedono sempre cospicui rimborsi spese per motivare le donne a farsi veicolo della finzione che il nascituro che portano sia “di altri” (infatti la chiamano “gestazione per altri”).
Tra i relatori di questo convegno di presunto “aggiornamento professionale” per medici, avvocati, psicologi, non troviamo alcuna delle principali esperte italiane autrici di libri e articoli sul tema della surrogazione di maternità come Laura Corradi, Daniela Danna, Luisa Muraro, Silvia Niccolai, Marina Terragni. La ragione del mancato invito a queste autrici accademiche e/o femministe è chiara: condividono una posizione critica sull’istituto giuridico della Gestazione per altri (Gpa), assente nel nostro ordinamento (per buona causa).
Troviamo altre caratteristiche squalificanti per il conferimento dei crediti ECM – crediti che il Ministero dovrebbe ritirare – come il conflitto di interessi nel presentare come scientificamente positivo questo istituto giuridico da parte di relatori che professionalmente forniscono informazioni legali sulla Gpa all’estero o che addirittura fanno ricerca finanziata da una clinica che organizza le surrogazioni di maternità negli Usa. Molti poi non hanno pubblicato alcuna ricerca sul tema del convegno. Persino l’esperto internazionale chiamato a intervenire (lo psicologo Jadva di Cambridge) non ha studiato le famiglie dei gay che hanno usato i contratti di Gpa rappresentate in Famiglie Arcobaleno, ma solo quelle degli eterosessuali. Inoltre i risultati delle ricerche del Gruppo di Cambridge sono (ovviamente) relativi a campioni autoselezionati, e rivelano che a distanza di tempo tutto si aggiusta, che le madri retribuite (che Famiglie Arcobaleno – come tutti i contratti nei paesi che li ammettono – chiama “portatrici”, come se trasportassero oggetti) non diventano pazze, che i bambini fortunatamente crescono bene… Che cosa ha a che fare questo con la questione etica della commerciabilità della filiazione? Della programmata separazione di un neonato da sua madre, in violazione del suo diritto umano di continuità nella vita familiare? Si sopravvive e ci si aggiusta a tante cose, non per questo le dobbiamo ritenere legittime e legalizzabili.
I partecipanti al convegno secondo regolamento ministeriale dovranno essere 25 e dovranno dimostrare di avere imparato… cosa? Una tesi politica, ci sembra. Il criterio di scelta delle persone invitate sembra essere stato esclusivamente la simpatia per la causa portata avanti da Famiglie Arcobaleno: l’introduzione della Gpa in Italia (12 parameters for the ethical use of surrogacy, settembre 2016 http://www.menhavingbabies.org/advocacy/ethical-surrogacy/), o magari soltanto la simpatia per la formazione di famiglie non eterosessuali (ingiustamente vituperate), contro le quali anche noi non abbiamo nulla di per sé, dal momento che anzi ci auguriamo che l’adozione possa essere richiesta anche da gay e lesbiche e che le madri possano condividere legalmente la maternità con le loro compagne.

Ci auguriamo, infine, che almeno alcuni tra le e gli invitati a parlare (contrariamente alle aspettative degli organizzatori) esprimano una posizione di contrarietà all’introduzione di questo commercio – ad esempio sottolineando con fermezza la giusta inammissibilità dei contratti di compravendita di filiazione/gravidanza/neonati rispetto al nostro ordinamento: consideriamo il minimo comun denominatore di coloro che si definiscono femministe il voler mantenere la libera disponibilità della sessualità e della capacità procreativa delle donne, che non si deve perdere con la legalizzazione di contratti di Gpa, che in genere – negli USA e altrove – prevedono anche la perdita dell’autodeterminazione sull’interruzione della gravidanza.

 

Associazione Nazionale ArciLesbica

Laboratorio Donnae

RUA

Se non ora quando-Libere

Laura Piretti e Vittoria Tola – UDI

Roberta Trucco per Senonoraquando Genova

Daniela Danna, autrice di Maternità. Surrogata? (Trieste 2017)

Gabriella Ferrari Bravo

Monica Ricci Sargentini, giornalista, autrice di inchieste sulla surrogazione

Paola Tavella, giornalista, scrittrice, esperta di comunicazione