Femminicidi

Morboso. Le orecchie, purtroppo, non hanno palpebre. Quindi mentre aspetto la metropolitana sono costretta a sentire dalla solita voce garrula della metro-tv che è stata disposta l’autopsia per la ragazza uccisa dallo zio per sapere se ci sono tracce di violenza carnale. Ma l’ha ammazzata, porcamiseria! Che importanza ha? Come tutta la suspence per sapere se un’altra donna ammazzata, questa volta dal marito, fosse o meno incinta. Il non-ancora-nato come una seconda persona uccisa? Scempio dei corpi delle donne da vive e pure da morte. È successo di nuovo – un altro omicidio assurdo da parte di un padre-padrone che non accetta la scelta sentimentale della figlia.
Questa volta non è un padre italiano che cerca di ammazzare la figlia perché ha un fidanzato albanese (giornali del 12.10.2009) ma un padre pachistano che ammazza la moglie che difende la figlia, ridotta in coma (4.10.2010). Una storia orribile, che si ripete più spesso di quanto non crediamo: ogni settimana in media vengono uccise in ambito domestico due donne. Mi chiama una giornalista, vuole sapere (ci ho fatto una ricerca) la differenza tra matrimoni forzati e combinati. Cerco di spiegare che non mi sembra proprio il tema del giorno. Ho letto invece (vedi in fondo) che la madre uccisa aveva avvertito i carabinieri, i quali non hanno fatto assolutamente nulla. Anzi, dicono che non aveva presentato denuncia. Si dà il caso che abbia fatto e pubblicato una ricerca anche sul tema di come le nostre istituzioni (non) reagiscono alle denunce delle donne che vogliono uscire da situazioni di violenza.
Vai per denunciare e ti chiedono se sei veramente sicura, se non ci vuoi pensare ancora un po’, se proprio vuoi rovinare quel brav’uomo di tuo marito, se non pensi ai vostri figli. Se poi sei straniera le istituzioni ti “accolgono” pensando che in fondo vieni da un paese di barbari dove le donne si usa trattarle così, quindi ci sei abituata, non sarà mica una cosa così grave, mica dovremmo sbatterci per intervenire. E allora, se proprio vogliamo usare queste categorie che tristemente imperversano nel dibattito pubblico, questo omicidio e tentato omicidio è un problema “loro” o “nostro”? Se vado a denunciare mio marito violento e nessuno mi dà retta, siamo in Italia o in Pakistan? Ammirevole la ministra per le Pari opportunità che si costituisce parte civile contro l’assassino, ma, scusi, perché non lo ha fatto in tutti gli altri casi di femminicidio ed è rimasta ad aspettare che accadesse in una famiglia di origine pachistana?

Su questo tema vedi anche il blog Marginalia“Matrimoni combinati tra sessismo e razzismo” e l’appello di Trama di terre che pubblichiamo in agenda.



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