Category: ‘Audio’

Per il 26 novembre

11 novembre 2016 Posted by webmater

La manifestazione di Roma per denunciare la violenza contro le donne e sostenere i centri antiviolenza nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (https://nonunadimeno.wordpress.com) sembra presa ostaggio di chi vuole sostituire al concetto di violenza degli uomini contro le donne quello di “violenza di genere” anche contro gay e trans, ma purtroppo non per la loro assimilazione al femminile, come dichiarava l’analisi fatta negli anni Settanta che io ancora condivido, ma per togliere significato all’esistenza della differenza sessuale tra uomini e donne. Infatti gli uomini, invece di fare un passo indietro e riflettere sui benefici che l’intero genere maschile trae dalla violenza contro le donne, agire da uomini con uomini per contrastare i meccanismi individuali e collettivi di violenza contro noi donne nel pubblico e nel privato, e manifestare con noi ma senza volere le luci della ribalta, sembra stiano conquistando l’interezza del corteo, dopo un unico blocco iniziale di sole donne.

In queste polemiche, è stata naturalmente ignorata la mia ingenua proposta di contributo artistico per la sezione audio di Nonunadimeno (o per altre sezioni), quindi la divulgo qui con i miei modesti mezzi.

Credo che la forma-canzone sia uno strumento politico potente, e quindi mi sono cimentata nel mettere in questa forma una delle tante storie agghiaccianti di violenza contro le donne, che a differenza di molte altre vede la maltrattata sul banco degli imputati per l’omicidio del marito.

Questo brano è la storia di Vincenzina Ingrassia, che a Biancavilla nell’agosto 2015 ha ucciso il marito che la maltrattava da 40 anni, così come riportata dai giornali. (es. http://catania.gds.it/2015/08/28/omicidio-a-biancavilla-la-moglie-confessa-lho-ucciso-io-perche-era-violento_401469/) Non abbiamo notizie ulteriori sul suo caso dopo l’arresto. Ha usato un rimedio estremo per un male estremo:

Quarant’anni e un giorno: Testo e accordi

 

Ho usato una melodia volutamente semplice, sempre nell’ingenua speranza che si diffonda. Magari la riprenderà qualcuna che ha voce, musicisti e studio di registrazione? Magari qualcuna ne farà un pezzo con più pregi musicali? Magari la canteremo in manifestazione?
Sono anche stata a Messina e ho cercato di avere aggiornamenti sulla sua situazione dai due centri antiviolenza di Catania, invano. mi sarebbe anche piaciuto, mi piacerebbe incontrarla.

Questo caso bisognerebbe seguirlo e farne un caso politico: molto spesso le donne in questa situazione sono condannate con le pene severe dell’omicidio premeditato, molto più alte di quelle dei maltrattanti che le uccidono “non volendo farlo”, con omicidi preterintenzionali per averle troppo picchiate (c’è una ricerca sulla Germania che dimostra questa dismisura). Per molte donne maltrattate purtroppo quando è l’unico modo che hanno di liberarsi dalla violenza.

Se il presidente della Repubblica ha potuto graziare uno che ha ammazzato un ladro che si era introdotto in casa sua, potrà ben farlo con lei.

Milano: Gender is the new Black, Arcilesbica

30 marzo 2016 Posted by webmater

Dove va chi se ne va dall’eterosessualità?

gender is the new black

Una polemica sulla cosiddetta « teoria del gender » divide l’opinione pubblica in Italia e nostro obiettivo è fare luce sul tema, con l’aiuto di chi fa studi di genere e di chi vive il genere e la sessualità nell’inosservanza delle norme tradizionali.

GENDER IS THE NEW BLACK significa che le variazioni di genere sono la tendenza della contemporaneità: i ruoli sessuali e sociali si disancorano dalle credenze che si volevano dati di natura e l’originalità delle persone è da taluni avvertita come strana, che è poi la traduzione del termine queer. Spauracchio dei nostalgici, il gender è al centro di studi, arti, desideri s-prigionati e pone nuove domande alle lesbiche e a tutti

ArciLesbica Zami presenta due giornate di incontri, spettacoli, proiezioni, laboratori sui generi

Sabato 2 Aprile 2016

ore 10-12.30
Il genere come natura, performance, rapporto sociale
I soggetti di liberazione da tempo teorizzano e sperimentano il dissolvimento dei ruoli di genere e delle identità in quanto costruzioni culturali oppressive, ma qualcosa della differenza femminile si salva? Intanto non mancano visioni rinaturalizzanti della femminilità e della maschilità, agite e subite non solo da etero, ma anche da lesbiche, gay, transCarlotta Cossutta, filosofa
Luisa Muraro, filosofa

Gruppi di discussione e dibattito

Brunch

ore 14.30-17
« Libera volpe in libero pollaio », anche sulla Gpa
Il mercato trionfante cerca di ridurre la libertà femminile alla già nota messa in vendita di sé, ora estesa al corpo riproduttivo e alla prole. C’è chi vende perché c’è chi compra, l’umano è merce tra le merci, le gestanti sono salariate per i progetti di genitorialità altrui, si nasce su commissione. Non è questo che vogliamoDaniela Danna, sociologa
Marina Terragni, giornalista
Milly Virgilio, avvocata

Gruppi di discussione e dibattito

Audio presentazioni Contract Children mp3

21 febbraio 2016 Posted by webmater

Milano, Libreria delle donne, con Luisa Muraro e Marina Terragni

Trento, organizzato da Arcilesbica e Women’o’clock, con Giovanna Camertoni

Padova, Libreria delle donne, con Franca Bimbi, Franca di Arcilesbica

Bologna, Libreria delle donne, con Stefania Doglioli

Pisa, Casa delle donne e Arcilesbica

Lezione a Milano nell’ambito del corso di Sociologia di Monica Santoro

Tutti i files

Silvia Niccolai e Luisa Muraro (e discussione) alla Libreria delle donne di Milano: redazione allargata di Via Dogana 3, dal titolo Il corpo femminile fecondo http://www.libreriadelledonne.it/via-dogana-3-incontro-del-13-marzo-2016/

Papers about and presentations of Contract Children

21 febbraio 2016 Posted by webmater

All files:  https://www.dropbox.com/sh/xj4n34rfb58bp3y/AABufJ0flXvw7gTf0GgqWowna?oref=e&n=61282066

“Equality in reproduction? Surrogacy and its discontents” presented to the conference Social Class in the 21st century. Intersections between class, gender and sexuality revisited, Amsterdam Universiteit, 22-23.10.2016

“What is a family? Sexual and dependency ties in law and utopia” presented to the conference Non-Monogamies and Contemporary Intimacies, LisbonUniversity, 25-27 september 2016.

Presentation and discussion of Contract Children in Skala Eressos at the Women’s festival, september 2016.

 

Video della presentazione alla Libreria delle donne di Milano

28 gennaio 2016 Posted by admin

http://www.ustream.tv/recorded/82025808

Grazie davvero a Laura Colombo che lo ha realizzato, e a Marina Terragni e Luisa Muraro per questo invito a parlare e per la loro attenzione al mio lavoro.

Com’è esplosa, così di colpo, la discussione pubblica sull’utero in affitto e sulla maternità surrogata?

Non si sa, ma è un bene che sia esplosa, perché questo è un tema che la richiede. Altrimenti la burocrazia europea… Richiede anche che si discuta con donne informate e ragionanti, come la sociologa Daniela Danna, autrice di un’inchiesta vasta e accurata sul tema, Contract Children. Questioning Surrogacy (Ibidem Press 2015). L’hanno invitata al Circolo della rosa Marina Terragni e Luisa Muraro.

Presentazioni di Contract Children

21 gennaio 2016 Posted by webmater

26 gennaio alla Libreria delle donne di Milano, con Luisa Muraro e Marina Terragni, ore 18.30, www.libreriadelledonne.it

registrazione: http://www.ustream.tv/recorded/82025808

4 febbraio a Trento, organizzata da Arcilesbica, ristorante vegano in centro

5 febbraio alla Libreria delle donne di Padova, con Alisa Del Re e altre, ore 18

6 febbraio alla Libreria delle donne di Bologna, con Stefania Doglioli, ore 17.30

Contract children

9 febbraio al Circolo Maurice di Torino, con Chiara Saraceno e due esponenti di Famiglie Arcobaleno, ore 20.30

Evento sul sito del Maurice

12 febbraio alla Casa delle Donne di Pisa, 16.30

http://www.casadelladonnapisa.it/incontro-con-la-sociologa-e-attivista-daniela-danna/

Presentation of Contract Children in Skala Eressos

3 settembre 2015 Posted by webmater

12th September at 18
http://www.womensfestival.eu/programme-2015.html
Maria Sereti of the Lesbian Group Lesviki Omada Athina (http://www.loa.gr)
introduced me, in the framework of the Women’s Festival 2015

audio

Non-monogamies and contemporary intimacies, conference in Lisbon

3 settembre 2015 Posted by webmater

Conference website:
https://nmciconference.wordpress.com/

Audio:

https://www.dropbox.com/s/is36tdc17qgk5n6/danna%20poly%20lisboa.MP3?dl=0

My abstract:

What is a family? Sexual and dependency ties in law and utopia

The legal recognition of polyamorous relationships is proposed and debated (e.g. Aviram 2008, Stricherz 2013), opening up the issue of what should a legally recognized family be founded upon. In our present liberal geoculture (Wallerstein 1992) this issue pertains to the relationship between the public and private spheres, but the critical approach promoted by second-wave feminism (“The personal is political”) denounces the separation of a private (female and inferiorized) sphere as an ideological construction serving male power.

Can we do away with separating the private and the public? Need we not a private sphere, at least to protect “deviants” from the enforcement of (private) morality in the public sphere (e.g. by losing one’s job)? What should be public and what should be private in one’s existence? What to do about the social and legal recognition of social, emotional, and caring ties and relationships? Can we just focus on the rights of the (single, monogamous, polyamorous) individual, as for example lesbian activists have proposed in Italy and elsewhere?

According to the family law expert Martha Fineman, sex is private while the relationship between a dependent and a caregiver should be publicly recognized as “family,” collectively helped. “Family” should be epitomized not by the conjugal bond but by a Mother/Child dyad, comprising all other cases of necessary care (Fineman’s proposal has ambiguities: what about an ill person only temporary dependent?). Is her vision doing away with the concept of “private sphere” or is it reinforcing an instrument of the current power hierarchies?

Social Class in the 21st Century: convegno a ottobre

6 maggio 2015 Posted by admin

Audio

Amsterdam Centre for Globalisation Studies (ACGS) and Amsterdam Centre for Inequality Studies (AMCIS)

http://arcgs.uva.nl/news-events/events/social-class-conference/social-class-conference/content/folder/social-class-conference.html
The question of social class has re-emerged as a central concern for the analysis and politics of gender and sexuality in the public sphere in many societies worldwide. The ascent and subsequent crisis of global neoliberalism have been deeply implicated in growing inequalities, which have affected the shape of gender and sexual meanings and relations in fundamental ways. For instance, whereas some women have emerged as highly successful agents in the new global economy, their ascent to wealth and power is almost always contingent upon the labour and ongoing exclusion of other – the working classes, the poor, migrants, and/or women of colour. Similarly, with the introduction of some openly lesbian women and gay men into the cosmopolitan-managerial and so-called ‘creative’ global classes, very particular articulations of LGBTQ identity and culture – mostly middle-class and ‘homonormative’ – have become more visible. At the same time alternative and marginalized expressions of LGBTQ identity have increasingly disappeared from public view. Among other factors, social class has played a key role in these dynamics. While institutional sexism and homophobia have perhaps lessened for social upper classes, the social exclusion of others has increased as the result of growing inequality and precarity. These dynamics call for greater attention to the interconnections between social class, race and ethnicity, and gender and sexuality.

Contemporary global developments exemplify what has long been seen as a central topic of scholarly inquiry: class and other social and cultural divisions have affected lived experiences and have had an impact on people’s abilities and opportunities, as well as on their constructions of gender and sexual identities, categories, and politics. A focus on ‘inclusion’, equal rights and democratic citizenship runs the danger of obscuring growing structural inequalities. Inside and outside of the academy, intersectional and other new forms of critical analysis have gone a long way in accounting for such inequalities, as well as for the divergent social positioning of actors. Nonetheless, these new approaches have not been productive on all levels of social relations and dynamics. Partly as the result of the crisis of Marxism and the theoretical problems associated with overtly reductive class analyses, the effects of class on gender and sexuality remain under-theorized and have suffered from insufficient empirical investigation. The dominance of white, middle-class, homonormative, and cisgender LGBTQ cultures and identities in scholarly debates conceals class differences and the dominance of a particular ontology. A focus on class and its interconnection with race, ethnicity, gender and sexuality enables scholars to take seriously the complexities of contemporary gender and sexual dynamics in a global world. Class analysis not only unveils inequality but brings to light difference, distinction and dissent, both between and within social groups. Such an analysis questions the dominance of particular identities, but does not satisfy itself with explanations attributing alternative experiences to essentialized or depoliticized notions of cultural difference.

A major question that needs to be addressed is the dominance of global Western ontologies in the study of social class. North–south comparisons (as well as comparisons unsettling this binary) will bring fresh insights into the way in which global dynamics have reconfigured relations between classes or the concept of class itself. For instance, class identification in many parts of the world is a matter of how well connected one is transnationally, resulting in specific forms of gender inequality. Transnational migration also reveals class dynamics in configuration with sexuality, from exploitation and labour rights in migrant sex work to examples of successful transgender migration patterns. Neo-liberalisation is often and rightly so critiqued for creating (more) inequalities, but for some groups in the global South it also implies new opportunities. Recent studies on the global middle classes, for instance, have also emphasized the symbolic meaning of class. Eventually, such studies point out the necessity of questioning how the material and cultural dimensions are dialectically intertwined in the generation of gendered class subjectivities and relations. Exploring the class dynamics of gender and sexuality in and from the global South thus brings new understandings.

Four interconnected developments background our call for a focus on class. First, gender and sexuality are often largely absent from class analysis. Second, class since the 1980s has increasingly been abandoned as a theoretical tool in feminist theory, even though Marxism had informed feminist theory and practice until the 1980s. Third, the central role that queer approaches to social and cultural analysis attributes to choice, change, and the destabilization of categories comes at a cost, namely the lack of attention to more enduring power relations and inequalities. Fourth, taking a transnational standpoint will help further theorise the questions of social classes in the 21st century.

The way forward, we suggest, is to start unpacking the concept of class. Interestingly, while most of us recognise immediately the notion of class, definitions of it remain elusive and differ tremendously in their reach and implications. During this conference we intend to explore various routes to unpack the formulation of class through the prism of gender and sexuality. The first question is the matter of scale: from day-to-day interaction, via various levels to the state, and the transnational level: when does class matter? Hence, what makes class matter? What are the material and/or symbolic characteristics of class and how do they matter?  Which social, political or cultural ideas, practices and institutions ‘form’ social class? Last but not least, how can class analysis shed light on gender and sexual relations, and how does gender and sexuality analysis shed light on class? We invite papers from the wide range of social sciences, including social history, to take up these questions and engage in an interdisciplinary debate.

Con Luigi La Fauci modereremo il panel “A class analysis of LGBTQ parenthood”

il mio intervento “Equality in reproduction? Surrogacy and its discontent”

Abstract:

The starting point of my paper are the discourses of homoparental associations, such as the Network of European LGBT Families Associations (NELFA), APGL, Famiglie Arcobaleno that put in parallel the two political requests for access to assisted reproductive techniques and surrogacy: they are meant as the parallel ways for, respectively, lesbian and gay couples to become parents. These political positions rise a number of questions: what is “equality” in reproduction? (NELFA demands “Equal access to surrogate parenthood all across Europe, as it is a worldwide reality”.)

One thing is to ask for equality of established families, but another to constitute a family. The possibilities of women and men are of course different. In this paper I will touch only tangentially the ethical questions regarding the use of bought sperm, and will concentrate on how gay men who do not want to share parenthood with women can become parents. How do the two possibilities of adoption and surrogacy exactly differ from one another? What is surrogacy, precisely? Does it need the law approval? Does it need contracts? And, more generally, is surrogacy a class question, entailing exploitation, or is it based on the gift-giving qualities of “surrogate mothers”?

The questions will be answered by an analysis of how in contemporary society, characterized by patriarchy and capitalism, law and culture define a family, a mother, and what we can characterize as voluntary and free.

 

For more information on the conference visit: www.arcgs.uva.nl/<http://www.arcgs.uva.nl/>

Pillole di storia dell’amore tra donne a L’altro martedi

11 agosto 2011 Posted by admin

File audio scaricabili, trasmessi da L’altro martedì, trasmissione gay e lesbica, cura delle “Pillole di storia” di Eleonora Dall’Ovo:
Perché la storia lesbica
SaffoTravestite nell’evo modernoTravestite nell’evo moderno (seconda parte)