Pollo all’OGM

E anche uova naturalmente. Benvenuti in Italia, laboratorio all’avanguardia negli esperimenti genetici! https://www.izsvenezie.it/influenza-aviaria-piano-pilota-vaccinazione-allevamenti/.

Così ne scrive il Patto internazionale per la salute:

Facciamo chiarezza. Condividiamo il pensiero espresso in questo documento:
Oltre la Molecola: Le Due Scienze di Fronte all’Emergenza Aviaria di Paola Persichetti – Presidente Associazione Trilly APS .
In questi giorni circolano video e dichiarazioni in cui si accusa di “paranoia” o “delirio” chiunque osi sollevare dubbi sul progetto pilota per la vaccinazione del pollame, usando tecnicismi per normalizzare quella che a tutti gli effetti è una sperimentazione. Di fronte agli insulti e ai tentativi di sminuire l’intelligenza delle persone, l’Associazione Trilly sceglie di rispondere non con le chiacchiere, ma con i documenti, il Diritto Costituzionale e il rigore scientifico. Ecco la nostra analisi definitiva: Oltre la Molecola. Negli ultimi giorni, il dibattito sulla vaccinazione del pollame contro l’influenza aviaria (HPAI H5) ha spaccato in due l’opinione pubblica, creando una frattura profonda anche tra chi, fino a ieri, sembrava condividere le stesse battaglie per la libertà di cura. Da una parte c’è chi invita alla calma, parlando di “inutile allarmismo” su tecnologie già note. Dall’altra, c’è chi denuncia un esperimento genetico di massa privo di consenso. Come professoressa linguista abituata a studiare i documenti prima delle opinioni, credo sia il momento di fare da arbitro. Oggi non si stanno scontrando due tifoserie, ma due modi opposti di intendere la Scienza e l’Etica. Analizziamo i fatti, documenti alla mano, per capire cosa è reale e cosa ci viene accuratamente omesso. La Prima Scienza: La Lente del “Microscopio Burocratico” (Le FAQ della Rassicurazione) Nei giorni scorsi, questa linea rassicurante ha trovato la sua massima espressione in un documento pubblico di “FAQ” (Risposte alle Domande Frequenti) diffuso da alcune associazioni del dissenso. A questa narrazione, in modo clamoroso, si sono allineati anche accademici un tempo critici, come il Dott. Marco Cosentino e il Dott. Paolo Bellavite. Questa “prima scienza” poggia su tre affermazioni centrali: 1. Non c’è mRNA: I vaccini usati nel progetto pilota italiano non utilizzano la tecnologia a RNA messaggero. 2. Il vettore è innocuo: Si usa come “trasportatore” l’Herpesvirus del tacchino (HVT), impiegato da decenni. Non si tratta di “terapia genica”. 3. Il Progetto Pilota non è sperimentazione: La definizione di “pilota” riguarderebbe solo l’applicazione logistica, non il farmaco in sé. Da un punto di vista strettamente tecnico, smentire la bufala del “vaccino a mRNA nel pollo” era doveroso. Tuttavia, fermarsi qui significa guardare il mondo dal buco della serratura di un laboratorio. La medicina non è fatta solo di molecole, ma di organismi complessi, di diritti costituzionali e di geopolitica.
La Seconda Scienza: La Lente della “Complessità Sistemica” Se togliamo l’occhio dal microscopio e guardiamo il quadro d’insieme, l’impalcatura delle FAQ si sgretola. La risposta al documento rassicurante non si è fatta attendere: con una durissima nota ufficiale, la Scuola Medica Cattolica Veronese (AMCI) si è detta “allibita” da tali affermazioni. Medici e scienziati abituati al rigore clinico (come il Dott. Tolentinati, il Dott. Guerra e la Dott.ssa Balanzoni) hanno applicato la “seconda scienza”, guardando all’impatto reale. E i documenti di Stato danno loro inesorabilmente ragione.
1. Il Cocktail Genetico (L’inganno del “Vettore Innocuo”) Nelle FAQ e nei video si rassicura il pubblico dicendo che il virus vettore è noto. Ma la Scuola Medica Cattolica e il Dott. Tolentinati svelano l’omissione fatale: il vettore oggi utilizzato non è inattivato, è vivo e trasporta DNA esogeno modificato geneticamente che entra nel nucleo della cellula animale e ne prende il comando. È lo stesso identico meccanismo a “vettore virale a DNA” che ha destato enormi criticità nell’uomo (es. AstraZeneca). I “rassicuratori” ci dicono che vettori simili si usano già per altre patologie aviarie. Ma questa non è una rassicurazione, è la confessione di un disastro. Significa ammettere che stiamo già ingerendo un vero e proprio “cocktail genetico” cumulativo, iniettato per far sopravvivere animali in condizioni innaturali. Usare un’opacità pregressa per giustificare un nuovo esperimento non è scienza: è rassegnazione industriale.
2. Il Consenso Negato (Il Trucco dell’Etichetta) La prima scienza si nasconde dietro la legge per dirci che l’animale non subisce modifiche al genoma e non serve scrivere OGM in etichetta. Ma la Dott.ssa Balanzoni ha svelato l’inganno legale: mentre l’Articolo 32 della Costituzione esige il consenso informato, lo Stato immette sul mercato un prodotto biotecnologico (esente da etichettatura per via del “Considerando 16” del Reg. UE 1829/2003) privando il cittadino del diritto di scelta. A smascherare la reale portata di questa imposizione interviene l’analisi del giurista Prof. Daniele Trabucco, che solleva un allarme antropologico ineludibile. Il Professore denuncia che trasformare il pollaio nel luogo di una “gestione farmacologica permanente” significa rinunciare alla salubrità naturale del cibo per affidarsi a un pericoloso equilibrio artificiale tra virus e vaccino. L’animale diventa un’entità cronicamente medicalizzata e noi, consumatori ciechi, perdiamo la sovranità su ciò che mangiamo.
3. Il “Silent Shedding” e il Paradosso dell’Export Le FAQ affermano che il Progetto Pilota non è una “sperimentazione”. Anche qui, la Scuola Medica Cattolica interviene per definire questa difesa un’amenità: un progetto pilota è, per grammatica e diritto, sperimentale. A far crollare definitivamente il castello interviene il biologo Leonardo Guerra, con una domanda dirimente: se è tutto sicuro e non sperimentale, perché il Dispositivo Ministeriale vieta tassativamente l’esportazione di queste carni nel resto d’Europa? La verità documentale è che i partner europei sbarrano le porte per il terrore del “silent shedding” (escrezione silente). Il vaccino a vettore virale non ferma l’infezione, ma ne spegne solo i sintomi: l’animale diventa un portatore sano che diffonde e fa mutare il virus silenziosamente. L’Europa si blinda per evitare un’apocalisse epidemiologica nei propri allevamenti, e l’Italia accetta di trasformare il nostro mercato interno nell’unica cavia di sfogo per queste carni che nessuno vuole.
Il Verdetto dell’Arbitro
Non ho alcun interesse a offendere la “prima scienza”, che ha fatto bene a smentire le bufale sull’mRNA. Ma la Scienza – quella clinica, forense ed etica – non può ridursi a fare l’ufficio stampa dello status quo. Spiegare a un consumatore che un cavillo europeo non obbliga a etichettare la carne, non rende quella carne eticamente trasparente. Scrivere in una FAQ o in un video che l’Herpesvirus è “antico”, non cancella il fatto che oggi trasporti DNA estraneo nel nucleo cellulare rischiando di creare proteine aberranti. I colleghi che denunciano questa prassi non stanno cedendo alla “paranoia”: stanno difendendo il principio di precauzione. La vera domanda non è se il pollo contenga o meno mRNA. La vera domanda è perché una parte del mondo medico indipendente abbia scelto di dismettere i panni del difensore dei diritti per indossare la divisa del burocrate rassicuratore, fungendo di fatto da gatekeeper (guardiano) per conto del sistema, avallando tacitamente i protocolli del Ministro Schillaci. Come amaramente sottolineato dall’Associazione Medici Cattolici di fronte al cedimento di certi beniamini accademici: “Meditate, gente, meditate”. Quando l’etica clinica viene sacrificata sull’altare della burocrazia, dell’ingegneria del consenso o di chissà quale posizionamento politico, il cittadino resta solo. I documenti parlano chiaro. Ora, la scelta di quale Scienza ascoltare spetta solo a voi.