Posts Tagged: ‘maternità per altri’

Milano, Udine, Roma

26 maggio 2016 Posted by webmater

Il giorno 27 maggio 2016 dalle ore 14.30 presso l’Aula Seminari del Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università degli Studi di Milano (via Conservatorio 7) si terrà un seminario dal titolo

Maternità per altri: profili giuridici e sociali tra autodeterminazione e sfruttamento.

Interverranno Yasmine Ergas (Columbia University) e Maria Rosaria Marella (Università di Perugia), a partire dal libro di Daniela Danna (Università di Milano), Contract Children. Questioning Surrogacy (Ibidem, 2015). Sarà presente l’autrice. Coordinerà Alessandra Facchi (Università di Milano).

milano 27.6

Il 29 maggio sarò a Udine presso il circolo Arci Miss Kappa, dalle 18

Il 7 giugno a Roma invitata dalla cattedra Jean Monnet, dalle 10.30

roma 7.6

Milano: Gender is the new Black, Arcilesbica

30 marzo 2016 Posted by webmater

Dove va chi se ne va dall’eterosessualità?

gender is the new black

Una polemica sulla cosiddetta « teoria del gender » divide l’opinione pubblica in Italia e nostro obiettivo è fare luce sul tema, con l’aiuto di chi fa studi di genere e di chi vive il genere e la sessualità nell’inosservanza delle norme tradizionali.

GENDER IS THE NEW BLACK significa che le variazioni di genere sono la tendenza della contemporaneità: i ruoli sessuali e sociali si disancorano dalle credenze che si volevano dati di natura e l’originalità delle persone è da taluni avvertita come strana, che è poi la traduzione del termine queer. Spauracchio dei nostalgici, il gender è al centro di studi, arti, desideri s-prigionati e pone nuove domande alle lesbiche e a tutti

ArciLesbica Zami presenta due giornate di incontri, spettacoli, proiezioni, laboratori sui generi

Sabato 2 Aprile 2016

ore 10-12.30
Il genere come natura, performance, rapporto sociale
I soggetti di liberazione da tempo teorizzano e sperimentano il dissolvimento dei ruoli di genere e delle identità in quanto costruzioni culturali oppressive, ma qualcosa della differenza femminile si salva? Intanto non mancano visioni rinaturalizzanti della femminilità e della maschilità, agite e subite non solo da etero, ma anche da lesbiche, gay, transCarlotta Cossutta, filosofa
Luisa Muraro, filosofa

Gruppi di discussione e dibattito

Brunch

ore 14.30-17
« Libera volpe in libero pollaio », anche sulla Gpa
Il mercato trionfante cerca di ridurre la libertà femminile alla già nota messa in vendita di sé, ora estesa al corpo riproduttivo e alla prole. C’è chi vende perché c’è chi compra, l’umano è merce tra le merci, le gestanti sono salariate per i progetti di genitorialità altrui, si nasce su commissione. Non è questo che vogliamoDaniela Danna, sociologa
Marina Terragni, giornalista
Milly Virgilio, avvocata

Gruppi di discussione e dibattito

La maternità per altri

10 febbraio 2016 Posted by webmater

Articolo pubblicato sul sito della Libreria delle donne di Milano

http://www.libreriadelledonne.it/lappello-internazionale-contro-la-maternita-surrogata/

Articolo pubblicato sulla rivista del Cassero La Falla

La maternità per altri

Interviste rilasciate

“Diritti umani: La GPA è uno scambio in cui il denaro cambia di tasca e i bambini cambiano di genitore”, di Francesca Mandelli – Gli Stati Generali

http://www.glistatigenerali.com/bioetica_diritti-umani/gpa-intervista-daniela-danna/

“Parola di femminista: l’utero in affitto è sfruttamento del corpo femminile” di Silvia Favasuli – Linkiesta.it
http://www.linkiesta.it/it/article/2016/02/05/parola-di-femminista-lutero-in-affitto-e-sfruttamento-del-corpo-femmin/29155/>–

Menzione in “Migliaia di donne firmano per l’abolizione della maternità surrogata” di Paola Tavella – Huffington post e in “Diritti-umani: Studiose lesbiche e femministe a Parigi per dire no alla maternita surrogata”, di Francesca Mandelli – Gli Stati Generali

Assise per l’abolizione della maternità surrogata

25 gennaio 2016 Posted by webmater

A Parigi il 2 febbraio ci sarà un’iniziativa femminista internazionale per chiedere agli stati che l’hanno legalizzata (pochi) di abolire la maternità surrogata. Sarò presente, condividendo il fine di fermare il nascente mercato di bambini e la relativa disumanizzazione delle madri ridotte a lavoratrici/fattrici su commissione. Questo non è l’unico modo di essere aiutati nella propria incapacità a procreare, possono anche esserci accordi informali con una donna che si presta a fare un/a figlio/a per altri, accordi gratuiti e volontari che le leggi non possono abolire non dovendoli approvare. In generale trovo anche inopportuno il ricorso alla parola “abolizione”, che evoca battaglie contro la prostituzione che concretamente si traducono in battaglie contro le prostitute, tuttavia – a differenza della prostituzione – la maternità surrogata nella sua forma oppressiva richiede istituti giuridici appositi (come minimo l’approvazione del contratto di compravendita di neonati) e l’invalidazione del principio legale “mater semper certa est” in base al quale la madre è la donna che partorisce (e chi altri potrebbe esserlo alla nascita? le madri sociali vengono dopo). Dunque ha senso parlare di abolizione (o non introduzione) degli istituti giuridici che legalizzano la vnedita di neonati:

http://abolition-gpa.org/

Ho firmato anche l’appello alla Corte europea dei diritti dell’uomo sul caso Paradiso e Campanelli, che hanno infranto le leggi sull’adozione commissionando un bambino in Russia senza avere con esso nessuna parentela genetica. La coppia eterosessuale ha pagato 49.000 euro un’agenzia che ha organizzato la nascita (incluso il costo dei gameti e la paga della madre naturale) portando poi il bambino in Italia con un certificato di nascita che falsamente li indicava come genitori. L’Italia e l’Europa intera rischia di dover accettare queste infrazioni alle leggi sull’adozione, con l’aggravante che il/la bambino/a con cui non si ha una parentela da adottare viene commissionato ad hoc. La Corte europea ha condannato l’Italia per sottrazione di minore, con un primo verdetto favorevole alla coppia, perché si era presa cura del bambino per sei mesi prima che i servizi sociali glielo sottraessero, con successivo cambio di identità. Ma il legame vero che verrebbe validato da una conferma della condanna dell’Italia in appello rimane il suo acquisto in contanti. Qui il testo dell’appello:

http://abolition-gpa.org/2015/12/16/gpa-trafic-denfants-les-etats-attendent-le-soutien-de-la-cedh/#more-104

Presentazioni di Contract Children

21 gennaio 2016 Posted by webmater

26 gennaio alla Libreria delle donne di Milano, con Luisa Muraro e Marina Terragni, ore 18.30, www.libreriadelledonne.it

registrazione: http://www.ustream.tv/recorded/82025808

4 febbraio a Trento, organizzata da Arcilesbica, ristorante vegano in centro

5 febbraio alla Libreria delle donne di Padova, con Alisa Del Re e altre, ore 18

6 febbraio alla Libreria delle donne di Bologna, con Stefania Doglioli, ore 17.30

Contract children

9 febbraio al Circolo Maurice di Torino, con Chiara Saraceno e due esponenti di Famiglie Arcobaleno, ore 20.30

Evento sul sito del Maurice

12 febbraio alla Casa delle Donne di Pisa, 16.30

http://www.casadelladonnapisa.it/incontro-con-la-sociologa-e-attivista-daniela-danna/

Maternità per altri (detta “surrogata”)

15 novembre 2015 Posted by webmater

Comincia ad esserci interesse per il mio lavoro Contract Children. Questioning surrogacy, uscito per Ibidem lo scorso mese, benché in inglese. Ringrazio Simonetta Robiony per il suo, che ha dato luogo alla pubblicazione su Se non ora quando-Libere di un’intervista che ha bizzarramente intitolato “Surrogata? Solo per le donne” (vedi qui), simpaticamente inserendo anche dei miei presunti dubbi su quello che affermo.

Preciso quindi che non ho avuto l’opportunità di rivedere il “virgolettato” (e a maggior ragione anche il titolo è al di fuori del mio controllo), e invito pertanto chi sia interessat* alle mie tesi ed opinioni a contattarmi direttamente presso l’Università di Milano (nonché a leggere il mio ultimo libro).

A questo proposito pubblico di seguito la lettera che ho inviato a L’Internazionale come diritto di replica rispetto appunto alla citazione di seconda mano fatta da Chiara Lalli. Il mio interesse e la mia riflessione sulla maternità per altri sono ormai quasi decennali e non è difficile assicurarsi in prima persona di quello che penso e che scrivo, nonostante la censura prima di Famiglie Arcobaleno (di cui facevo parte) quando il direttivo rifiutò di discutere il punto relativo nella Carta Etica del 2007 e poi dai Quaderni Viola (vedi qui).

“Il 4 novembre Chiara Lalli ha citato una giornalista che mi ha intervistata a proposito del mio libro appena pubblicato: Contract Children, Questioning surrogacy (Ibidem, Stoccarda). Vorrei chiarire la mia posizione sulla questione che io chiamo maternità per altri (la donna “portatrice” non è un surrogato, è proprio la madre). Di questa “attività” Lalli afferma che non sarebbe importante la sua gratuità o meno. Ma se non è gratuita diventa la compravendita di un neonato/a. Non si tratta quindi di scegliere per una donna cosa fare del proprio corpo, ma cosa fare di un altro essere umano. Quanto a chi sia la madre, anche se la fecondazione avviene in vitro con l’ovulo di un’altra donna, questo non cambia l’esperienza materna: la gravidanza e il parto. Quello che accade è che anche le donne da cui provengono gli ovuli condividono la posizione paterna: l’attesa dall’esterno di un/a bambino/a con cui si ha un legame genetico, e attraverso la relazione con la madre.”

Daniela Danna – Milano

Dibattito sulla maternità, Rho 10.12

30 ottobre 2015 Posted by webmater

LOCANDINA DANNA MAT-SURROGATAChe cos’è la maternità? Da un figlio per sé a un figlio per altri
L’associazione di donne Oltre lo specchio organizza un dibattito con Daniela Danna, in occasione dell’uscita del suo ultimo lavoro Contract children. Questioning surrogacy (Bambini da contratto. Discutere la maternità “surrogata”. o meglio: “maternità per altri”. Editore Ibidem, Stoccarda ottobre 2015). L’incontro si svolge presso la Sala Azzurra del Centro civico di Rho, via Giusti 2.
Daniela Danna è ricercatrice presso l’Università degli studi di Milano e autrice di vari lavori su omogenitorialità, violenza contro le donne, ecologia ed Expo, popolazione e procreazione.

Contract Children. Questioning surrogacy

2 ottobre 2015 Posted by admin

Il mio ultimo libro, “Contract children. Questioning surrogacy”  (Ibidem, Stoccarda 2015), è disponibile da ottobre nelle librerie che lo ordinano.

La tesi politica del libro – che raccoglie una riflessione sul significato di “famiglia” sotto il patriarcato e oltre, una ricerca sullo statuto giuridico della “surrogazione”, una sintesi di risultati di ricerche etnografiche, e molto altro ancora – si può riassumere in “maternità per altri sì se volontaria e gratuita”.
Sullo stesso argomento su questo sito uno scritto in italiano (La differenza sessuale. Uno scritto a proposito di maternità surrogata) un po’ più antico che argomenta sulla possibilità di contrattualizzare la surrogazione (in molta sintesi anche il testo più recente “La madre dimenticata”), mentre nel libro affronto anche il tema della mercificazione dell’infanzia.
Contract Children
Questioning Surrogacy
Surrogate motherhood is expanding all over the world. Debates
rage over how public policy should consider the signing
away of the parental rights of birth mothers in favor of a
‘commissioning’ couple or an individual.
In this book, Daniela Danna describes the situation in English-speaking
countries and worldwide, from California to Greece,
presenting the legal alternatives regulating (or not) these peculiar
exchanges.
Should surrogacy remain a private agreement? Should it be
treated as an enforceable contract? Are surrogate mothers
workers? What happens inside the countries that have chosen
different ways of handling this new and controversial
matter? And, the most important question of all: How can
we live in this era of new techno-medical possibilities and try
to stay human? Can we resist commodification in the field of
human relations concerning procreation?
Contract Children discusses the different ways available to obtain
a child through surrogate motherhood. It is fundamental
reading for anyone wanting to be involved in the surrogacy
process. It gives prospective surrogate mothers and infertile
couples the background information necessary for their own
informed decision. It is also an essential instrument for policy
makers and activists in the field of women’s rights, social justice,
and children’s rights.
The question of how to publicly deal with surrogate motherhood
touches upon our social vision of motherhood, ultimately
marking the position of women in contemporary society.
ISBN 978-3-8382-0760-5
220 pages, Paperback. € 29,90
Available as Hardcover:
ISBN 978-3-8382-0810-7

Intelligent, compelling and highly readable, Contract Children challenges us to rethink the meanings of motherhood, care and markets before making judgments about the ethics of surrogacy. This is a powerful and original contribution to debates on surrogate motherhood.

Julia O’Connell Davidson, Professor of Sociology, University of Nottingham.

In this book, Daniela Danna proposes thought provocking theses not only on surrogacy, but more generally on gender roles and reproduction in the framework of the contemporary technological and geopolitical lansdscape. Putting an emphaisis on the principal role of birth (surrogate) mothers Danna investigates a number of relevant issues: what is a family in cases of surrogacy? what is the role of fathers – whether they are male or female – what is the best interest of the child?  Is it possible to consider contracts of surrogacy?
Danna pulls the strings of thirty years of reflection on an issue that, from marginal and confined to a few exceptional cases, is spreading across the planet, equally involving its poorest and richest parts. Finally, an intelligent reading on surrogate motherhood, to absorb and utilize in our various fields of action, from the academy in politics, to personal life.

Caterina Botti, docente di Bioetica, Dipartimento di Filosofia Sapienza – Università di Roma

 

Daniela Danna has given us a truly global look at what is called ‘surrogacy,’ and what she more accurately calls ‘contract children.’  She traces the practice of selling ‘gestational services’ or ‘renting wombs’ from its creation in the United States in the 1970’s to its growth as a global industry, showing us the varied legal and social meanings around the world of turning pregnancy into paid labor – and often very poorly paid labor indeed.  What would it mean to value, as she argues we should value, pregnancy and motherhood as the basic social tie, the relationship within which all human life begins?

Barbara Katz Rothman, City University of New York

Leggere questo libro è come salire sul colmo di una montagna e guardare il paesaggio dall’alto. Tutti i particolari che compongono il difficile dibattito sulla maternità surrogata appaiono chiaramente nelle loro interrelazioni. La ricchezza delle fonti e una raffinata sensibilità sociologica accompagnano e supportano la narrazione. Ideale per chi desidera approcciarsi per la prima volta al tema, sarà per i più esperti l’occasione di sperimentare nuovi punti di vista.

La maternità come oggetto di potere, di stigma o di dipendenza, il ruolo riproduttivo della donna durante il suo ciclo di vita e le implicazioni sul lavoro retribuito, il concetto di famiglia e le sue relazioni con il capitale, il rapporto tra natura, tecnologia ed evoluzione biologica, tra individuo e soggetto sociale, l’importanza del simbolico nella definizione culturale dei modelli, la responsabilità individuale e collettiva sui temi della maternità e della riproduzione sono solo alcuni degli ambiti di riflessione che potranno trovare stimoli innovativi dalla lettura del libro.

Stefania Doglioli, presidente del Centro Studi sul Pensiero Femminile, Torino e dell’Associazione XXD
 

 

 

 

La madre dimenticata e censurata

8 marzo 2015 Posted by admin

Questo scritto sarebbe dovuto apparire nel numero dei Quaderni Viola di Lidia Cirillo dedicato al lesbismo, ma ella lo censurò, dicendo che un’altra in redazione aveva detto che mancava un contraddittorio. La prima affermazione era falsa, alla seconda ho risposto che questa è la minima posizione femminista, e all’interno di questo campo non può esserci alcun contraddittorio al fatto che una donna che partorisce possa decidere di allevare la sua prole.

La madre dimenticata