Posts Tagged: ‘Assise per l’abolizione della GPA’

Nessuna Santa Alleanza, solo femminismo

27 giugno 2016 Posted by webmater

In risposta a “La mamma tra clero cattolico e capitale finanziario” di Lidia Cirillo su Communianet

Nessuna Santa Alleanza, solo femminismo

di Daniela Danna

Ci sono molti equivoci nel dibattito politico attuale sulla GPA, cioè gestazione per alt ri, come si è voluto ultimamente chiamare la “maternità surrogata”, invenzione nella seconda metà degli anni 70 dell’avvocato statunitense Noel Keane. L’obiettivo di questo neologismo su un neologismo è progredire ulteriormente nella mistificazione. “Maternità surrogata” significava che la madre che partoriva era un surrogato della vera madre: era una donna usata come un mero veicolo per un figlio “altrui”. Keane azzardò la stesura di contratti, su cui guadagnava, come oggi gli avvocati guadagnano, molto più che le donne reclutate in nome del loro spirito di autosacrificio per completare gravidanze “altrui”. Non posso in questa sede dilungarmi sulle alterne vicende della validità di un simile contratto, mi limito a dire che Italia non si può fare, ma non per la legge 40: non si mai potuto fare perché è “contrario all’ordine pubblico”, cioè lo Stato italiano non accetta la mistificazione per cui una donna che partorisce non è riconosciuta come madre se ha firmato un contratto in tal senso – quindi non ha deciso dopo aver partorito di non allevare la sua creatura, come vorrebbe un elementare principio di autodeterminazione femminile, ma addirittura prima di rimanere incinta. I fautori della GPA dicono che non è possibile che queste donne così generose cambino idea, quindi non devono essere garantite sul fatto che, se dopo nove mesi di gravidanza non vogliono, nessuno gli strapperà la loro figlia o il loro figlio. “Gestazione per altri” fa un passo avanti nell’esproprio dell’esperienza di queste donne, perché non è la gestazione che importa, è la consegna del bambino, ma qui si vuol far intendere che il loro ruolo sia solo quello di contenitore. Eppure una donna che dopo nove mesi di gravidanza partorisce non è più una “gestante”, diventa la madre di nascita della creatura che ha messo al mondo e che ha tutto il diritto di crescere. (Nessuna Santa Alleanza continua qui)

Assise per l’abolizione della maternità surrogata

25 gennaio 2016 Posted by webmater

A Parigi il 2 febbraio ci sarà un’iniziativa femminista internazionale per chiedere agli stati che l’hanno legalizzata (pochi) di abolire la maternità surrogata. Sarò presente, condividendo il fine di fermare il nascente mercato di bambini e la relativa disumanizzazione delle madri ridotte a lavoratrici/fattrici su commissione. Questo non è l’unico modo di essere aiutati nella propria incapacità a procreare, possono anche esserci accordi informali con una donna che si presta a fare un/a figlio/a per altri, accordi gratuiti e volontari che le leggi non possono abolire non dovendoli approvare. In generale trovo anche inopportuno il ricorso alla parola “abolizione”, che evoca battaglie contro la prostituzione che concretamente si traducono in battaglie contro le prostitute, tuttavia – a differenza della prostituzione – la maternità surrogata nella sua forma oppressiva richiede istituti giuridici appositi (come minimo l’approvazione del contratto di compravendita di neonati) e l’invalidazione del principio legale “mater semper certa est” in base al quale la madre è la donna che partorisce (e chi altri potrebbe esserlo alla nascita? le madri sociali vengono dopo). Dunque ha senso parlare di abolizione (o non introduzione) degli istituti giuridici che legalizzano la vnedita di neonati:

http://abolition-gpa.org/

Ho firmato anche l’appello alla Corte europea dei diritti dell’uomo sul caso Paradiso e Campanelli, che hanno infranto le leggi sull’adozione commissionando un bambino in Russia senza avere con esso nessuna parentela genetica. La coppia eterosessuale ha pagato 49.000 euro un’agenzia che ha organizzato la nascita (incluso il costo dei gameti e la paga della madre naturale) portando poi il bambino in Italia con un certificato di nascita che falsamente li indicava come genitori. L’Italia e l’Europa intera rischia di dover accettare queste infrazioni alle leggi sull’adozione, con l’aggravante che il/la bambino/a con cui non si ha una parentela da adottare viene commissionato ad hoc. La Corte europea ha condannato l’Italia per sottrazione di minore, con un primo verdetto favorevole alla coppia, perché si era presa cura del bambino per sei mesi prima che i servizi sociali glielo sottraessero, con successivo cambio di identità. Ma il legame vero che verrebbe validato da una conferma della condanna dell’Italia in appello rimane il suo acquisto in contanti. Qui il testo dell’appello:

http://abolition-gpa.org/2015/12/16/gpa-trafic-denfants-les-etats-attendent-le-soutien-de-la-cedh/#more-104