Archive for: ‘gennaio 2016’

Video della presentazione alla Libreria delle donne di Milano

28 gennaio 2016 Posted by admin

http://www.ustream.tv/recorded/82025808

Grazie davvero a Laura Colombo che lo ha realizzato, e a Marina Terragni e Luisa Muraro per questo invito a parlare e per la loro attenzione al mio lavoro.

Com’è esplosa, così di colpo, la discussione pubblica sull’utero in affitto e sulla maternità surrogata?

Non si sa, ma è un bene che sia esplosa, perché questo è un tema che la richiede. Altrimenti la burocrazia europea… Richiede anche che si discuta con donne informate e ragionanti, come la sociologa Daniela Danna, autrice di un’inchiesta vasta e accurata sul tema, Contract Children. Questioning Surrogacy (Ibidem Press 2015). L’hanno invitata al Circolo della rosa Marina Terragni e Luisa Muraro.

Assise per l’abolizione della maternità surrogata

25 gennaio 2016 Posted by webmater

A Parigi il 2 febbraio ci sarà un’iniziativa femminista internazionale per chiedere agli stati che l’hanno legalizzata (pochi) di abolire la maternità surrogata. Sarò presente, condividendo il fine di fermare il nascente mercato di bambini e la relativa disumanizzazione delle madri ridotte a lavoratrici/fattrici su commissione. Questo non è l’unico modo di essere aiutati nella propria incapacità a procreare, possono anche esserci accordi informali con una donna che si presta a fare un/a figlio/a per altri, accordi gratuiti e volontari che le leggi non possono abolire non dovendoli approvare. In generale trovo anche inopportuno il ricorso alla parola “abolizione”, che evoca battaglie contro la prostituzione che concretamente si traducono in battaglie contro le prostitute, tuttavia – a differenza della prostituzione – la maternità surrogata nella sua forma oppressiva richiede istituti giuridici appositi (come minimo l’approvazione del contratto di compravendita di neonati) e l’invalidazione del principio legale “mater semper certa est” in base al quale la madre è la donna che partorisce (e chi altri potrebbe esserlo alla nascita? le madri sociali vengono dopo). Dunque ha senso parlare di abolizione (o non introduzione) degli istituti giuridici che legalizzano la vnedita di neonati:

http://abolition-gpa.org/

Ho firmato anche l’appello alla Corte europea dei diritti dell’uomo sul caso Paradiso e Campanelli, che hanno infranto le leggi sull’adozione commissionando un bambino in Russia senza avere con esso nessuna parentela genetica. La coppia eterosessuale ha pagato 49.000 euro un’agenzia che ha organizzato la nascita (incluso il costo dei gameti e la paga della madre naturale) portando poi il bambino in Italia con un certificato di nascita che falsamente li indicava come genitori. L’Italia e l’Europa intera rischia di dover accettare queste infrazioni alle leggi sull’adozione, con l’aggravante che il/la bambino/a con cui non si ha una parentela da adottare viene commissionato ad hoc. La Corte europea ha condannato l’Italia per sottrazione di minore, con un primo verdetto favorevole alla coppia, perché si era presa cura del bambino per sei mesi prima che i servizi sociali glielo sottraessero, con successivo cambio di identità. Ma il legame vero che verrebbe validato da una conferma della condanna dell’Italia in appello rimane il suo acquisto in contanti. Qui il testo dell’appello:

http://abolition-gpa.org/2015/12/16/gpa-trafic-denfants-les-etats-attendent-le-soutien-de-la-cedh/#more-104

Presentazioni di Contract Children

21 gennaio 2016 Posted by webmater

26 gennaio alla Libreria delle donne di Milano, con Luisa Muraro e Marina Terragni, ore 18.30, www.libreriadelledonne.it

registrazione: http://www.ustream.tv/recorded/82025808

4 febbraio a Trento, organizzata da Arcilesbica, ristorante vegano in centro

5 febbraio alla Libreria delle donne di Padova, con Alisa Del Re e altre, ore 18

6 febbraio alla Libreria delle donne di Bologna, con Stefania Doglioli, ore 17.30

Contract children

9 febbraio al Circolo Maurice di Torino, con Chiara Saraceno e due esponenti di Famiglie Arcobaleno, ore 20.30

Evento sul sito del Maurice

12 febbraio alla Casa delle Donne di Pisa, 16.30

http://www.casadelladonnapisa.it/incontro-con-la-sociologa-e-attivista-daniela-danna/

io e Famiglie Arcobaleno

21 gennaio 2016 Posted by webmater

Sono stata socia di Famiglie Arcobaleno fin dalla sua origine, invitata da compagne milanesi. Sono stata una delle prime ricercatrici a occuparmi di maternità delle lesbiche: il mio libro “Io ho una bella figlia” è ormai maggiorenne, fu pubblicato 18 anni fa. Ero indignata dal fatto che il dibattito sulle famiglie fondate o composte da coppie lesbiche, l’enorme maggioranza delle famiglie cosiddette “omogenitoriali”, fosse messo sotto il tappeto, davanti al molto meno urgente discorso delle “adozioni ai gay”, che la chiesa cattolica infamava insinuando sospetti di pedofilia (de te fabula narratur). Nella sezione libri di questo sito è possibile leggere il mio commento al dibattito di quegli anni, tratto dal libro.

In Famiglie Arcobaleno ho fatto parte, insieme a Chiara Cavina, Rossana Carbone e altre, del gruppo Socio-psico-pedagogico, incaricato – con apporti di avvocate – di redarre una Carta etica, che esprimesse le posizioni dell’Associazione in assenza di una giusta legge che regolasse i rapporti tra genitori e tra genitori e figli nelle famiglie fondate da coppie dello stesso sesso. Questa è la carta che elaborammo per il congresso di Prato, pubblicata in Crescere in famiglie omogenitoriali: Una proposta di autoregolazione per lesbiche e gay che decidono di avere figli, di Rossana Carbone, Daniela Danna, Alessandra Rossari, Maria Grazia Sangalli.

Il punto della carta in cui – in sostanza – proponevamo di rifiutare i contratti di surrogazione, in quanto coercitivi sulla reale volontà della donna che materialmente fa un bambino (conosciuta anche come “la madre” – sicuramente naturale/di nascita anche se non necessariamente madre sociale) avendo promesso ancora prima di rimanere incinta di darlo ad altri, non fu nemmeno discusso. Al congresso di Prato Tommaso Giartrosio si mise a urlare per bloccare il dibattito. Nessuno fu cacciato, né io, né le altre proponenti della Carta.

I tentativi di censurare ogni riflessione sulla maternità per altri proseguirono in mailing list. Ho contribuito con diversi interventi e anche uno scritto piuttosto lungo sulla differenza sessuale, ora sul mio sito. In cambio, sono stata oggetto di violenza sessuale verbale. Quando invocai l’intervento della moderatrice della mailing list, Giuseppina LaDelfa, lei invitò sia me che il gay che mi insultava (ho il file e posso ricostruire almeno il nome e il nick, volendo) a moderare i toni, invece di espellere o per lo meno redarguire l’autore dell’attacco violento. Non rimango in situazioni di violenza, quindi sono uscita dalla mailing list. Tecnicamente sono ancora socia dell’associazione.

Nel frattempo (ma in realtà lo era anche allora, con una posizione che all’epoca non fu dibattuta in nessun luogo associativo – dopo, non so) Famiglie Arcobaleno è diventata l’unica associazione italiana a richiedere l’introduzione dei contratti di surrogazione, che legalmente ricattano economicamente le donne che hanno promesso un figlio ad altri, impedendo loro di continuare, se così lo desiderano, il loro rapporto materno con il/la neonata/o. Questi contratti sono un’aberrazione etica, un atto di violenza contro le donne, e violano il diritto alla vita familiare che si trova ad esempio nella Convenzione di Stoccolma e anche nella Convenzione Europea sui Diritti Umani. Avvallano una concezione della maternità come una sorta di lavoro fatto a beneficio di altri, senza nessun riguardo per i sentimenti e le emozioni di madri e di neonati/e. Questa la parabola di Famiglie Arcobaleno.