Category: ‘Testi-articoli’

Analisi del dibattito sulle unioni civili

23 giugno 2018 Posted by webmater

Dio lo vuole!

22 giugno 2018 Posted by webmater

Alcune considerazioni sulla serata di conoscenza delle portatrici (come vengono chiamate) organizzata da Famiglie Arcobaleno a Milano

 

Palco interamente femminile. Donne che in California hanno intrapreso una gravidanza per poi consegnare i neonati ai committenti lavorando per la stessa agenzia raccontano perché l’hanno fatto. Domande su come si sono sentite in vari momenti. Una è convinta di non essere la madre perché il materiale genetico non era suo, poi dice che ha chiesto di non vedere i neonati dopo il cesareo, di tenerli lontani almeno per qualche ora – non voleva vederli, non voleva sentirli piangere.

L’altra dichiara che quando è rimasta incinta è andata in shock (“I was shocked”), poi scoppia a piangere mentre racconta di come l’hanno presa i suoi altri figli. Il frame interpretativo della conduttrice e delle altre donne sul palco agisce per normalizzare: “È stanca per il viaggio”. Applausi.

Ma su quel palco ci dovevano stare i committenti, a sentire sulla loro pelle (ma non sarebbe calato nelle loro viscere…) il peso delle domande: “Perché l’avete fatto? Come vi è venuta questa idea? Quando avete deciso di far fare la Gpa a una donna? A quale donna, come l’avete scelta? Non avete mai avuto dubbi? Cosa ne pensano i vostri amici, i vostri familiari? Che cosa avete provato quando i neonati sono stati separati dalla donna che li ha messi al mondo? Ma il denaro? Quanti soldi avete speso, da dove vengono, a chi li avete dati?”

Magari domande fatte da altri uomini: questa faccenda è a loro beneficio, perché è a beneficio di chi non può partorire. Qualche donna vorrebbe avere figli ma non riesce a farli, però nessun uomo può farli – chi è quindi il principale interessato? E in California infatti tutti possono mettere sotto contratto una madre a pagamento, anche uomini singoli, anche mettendo sotto contratto più donne, anche se privi di sperma vitale, che legalmente può essere comprato e usato nella surrogazione con ovuli acquistati, decidendo loro su eventuali aborti (chiamati “riduzioni embrionali”) e – nel contratto standard – su alimentazione, viaggi, sigarette, caffeina etc etc, e se disobbedisci paghi penale, lo controlliamo con gli esami del sangue. Chiara Lalli, che pure difende la possibilità legale di abortire su richiesta delle interessate, non si turba per il fatto che queste donne firmano contratti – cui nella loro ingenuità non danno nessuna importanza – accettando che la decisione di abortire sia dei committenti contro la stessa Costituzione degli Stati Uniti. Non risponde alla mia domanda su come faccia a incarnare questo paradosso. Poi mi dicono che la bioeticista scrive che non ha nulla in contrario al commercio di neonati – francamente mi sfugge la parte “etica” (in “bioetica”) in quest’altro paradosso che Lalli incarna.

E a queste domande chissà se anche i padri di Famiglie Arcobaleno avrebbero risposto, come ha fatto una delle donne che – in aggiunta a fare figli per uomini che le hanno pagate – sono state pure date in pasto al pubblico come testimonial della surrogazione di maternità felice: “È Dio che l’ha voluto. Se non fosse stato giusto, Dio non mi avrebbe permesso di farlo”. La politica ridotta a fede.

La questione generale su cui si sono sottoposte al giudizio del pubblico ierisera secondo le intenzioni degli organizzatori, cioè se siano donne “libere e autodeterminate”, è profondamente sbagliata. Perché in Italia non mancano certo donne libere e autodeterminate. Quello che manca qui è la possibilità legale di commissionare, comprare e vendere neonati, costringendo le madri – firmatarie di un contratto per fede, per disperazione, per bisogno, per altruismo, per follia, per innamoramento o amore e quant’altro, ma alla legge che importa? parliamo di diritto, non di psicologia – a separarsi dai neonati con la forza della legge, anche se non lo vogliono più come Melissa Cook e le altre che stanno ricorrendo alla Corte Suprema degli Stati Uniti, dopo che la corte di Appello californiana ha detto loro che il contratto è valido, quindi che vogliono ora? I figli non sono mica loro ma di chi glieli ha commissionati: è a loro che quel contratto ha dato la garanzia della consegna, e il buon andamento del mercato negli Usa non va mai disturbato. (Spero che la Corte Suprema presto ristabilisca i diritti umani in California.)

Non è l’esperienza di Vanessa contro quella di Tizia e Caia: è un mutamento profondo del diritto e dei criteri della convivenza civile. Perché quel contratto, così poco importante, quei soldi così poco decisivi ma che pure hai ricevuto e non l’avresti fatto senza, se sgarri verranno fatti valere per separarti da tuo figlio. Come appunto è successo a Melissa Cook e alle molte altre che i figli che hanno fatto nemmeno li hanno potuti vedere.

***

(Butto giù note preliminari, vorrei farne un articolo più lungo con le citazioni precise di quanto si è detto ierisera. È stata una serata importante che dovrebbe aprire gli occhi a molti, ma soprattutto a molte, anche nei confronti del Pd: “l’onda nera che rischia di travolgere i diritti” ha detto un suo esponente – mentre è stato il suo partito ad approvare il Jobs act facendo a pezzi il diritto del lavoro, la Buona scuola aziendalizzando l’istruzione, e provate ad ammalarvi per toccare con mano che cosa è diventata la sanità pubblica in Italia: impossibile prendere appuntamenti, ticket che costano quanto le prestazioni. Concedo invece che le pensioni retributive hanno collaborato in molti a togliercele.

Si parva licet, va notata anche la neolingua: alla potenziale surrogata è stata presentata la coppia di papà – di cui ha dichiarato di essersi all’istante innamorata: “I fell in love with them”. L’agenzia che l’ha messa al lavoro a produrre neonati è scomparsa dal quadretto, è solo lo sfondo spaziale in cui questo innamoramento è avvenuto. Che coincidenza, buffa la vita! L’agenzia potrebbe avere un ruolo anche nel fatto che le portatrici felici che ci hanno presentato – una per coppia etero non pervenuta – stranamente non vengono dal Canada “altruistico” ma proprio dalla California. Ah, non chiamatelo contratto, è un “accordo”. E Louise Brown è “nata da provetta”. La neolingua avanza.

Infine: a me sinceramente dispiace scrivere delle vite di altri e altre che potrebbero essere feriti dalle mie parole perché vedono una loro realtà da cui cercano di tenere lontane certe crudezze come i soldi, i contratti, i neonati staccati dalla loro mamma, ma non sono io a metterli in piazza e a piazzare le loro storie sui palchi. Ciò che è in gioco è una questione politica, filosofica, civile: che cos’è la maternità (infatti la serata era sulle “Nuove maternità”), che cosa lega genitori e figli, se è consentito (doveroso per contratto!) allontanare i neonati dalla madre, se si può fare uso del corpo delle donne in questa o nelle molte altre maniere che il movimento Lgbt attualmente vuole introdurre sotto la maschera di pretesi “diritti”: il “diritto al figlio”, il “diritto al sesso”, il “diritto a scegliere il proprio sesso” che avalla il rifiuto delle ragazzine di crescere diventando donne in una società misogina – a beneficio delle case farmaceutiche che producono ormoni e accrescendo il potere dei medici “specialisti del genere”. Sono questioni pubbliche, dibatterne è un dovere. Ringrazio anche le donne di Famiglie Arcobaleno che alla fine della presentazione si sono fermate a discutere con me, in modo pacato, vero, rispettoso. Spero ci saranno molte altre occasioni come questa.)

Su Paginauno: critica a un punto dei programmi dei Pride

21 giugno 2018 Posted by webmater

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Terzo articolo su Paginaunohttp://www.rivistapaginauno.it/ (gli altri nei numeri 56 e 57): “I trans-umanisti e i mercanti di ormoni”, pp. 18-25.

Articolo su Paginauno

16 febbraio 2018 Posted by webmater

Il Movimento LGBT e la maternità surrogata: corpi in vendita o resistenza alla mercificazione?

è uscito su Paginauno, si può scaricare il pdf

http://www.rivistapaginauno.it/

La “proprietà di sé”

7 aprile 2016 Posted by webmater

Testo del mio intervento a un convegno del 2008

download “La proprietà di sé”

diritti corpo

La maternità per altri

10 febbraio 2016 Posted by webmater

Articolo pubblicato sul sito della Libreria delle donne di Milano

http://www.libreriadelledonne.it/lappello-internazionale-contro-la-maternita-surrogata/

Articolo pubblicato sulla rivista del Cassero La Falla

La maternità per altri

Interviste rilasciate

“Diritti umani: La GPA è uno scambio in cui il denaro cambia di tasca e i bambini cambiano di genitore”, di Francesca Mandelli – Gli Stati Generali

http://www.glistatigenerali.com/bioetica_diritti-umani/gpa-intervista-daniela-danna/

“Parola di femminista: l’utero in affitto è sfruttamento del corpo femminile” di Silvia Favasuli – Linkiesta.it
http://www.linkiesta.it/it/article/2016/02/05/parola-di-femminista-lutero-in-affitto-e-sfruttamento-del-corpo-femmin/29155/>–

Menzione in “Migliaia di donne firmano per l’abolizione della maternità surrogata” di Paola Tavella – Huffington post e in “Diritti-umani: Studiose lesbiche e femministe a Parigi per dire no alla maternita surrogata”, di Francesca Mandelli – Gli Stati Generali

Maternità per altri (detta “surrogata”)

15 novembre 2015 Posted by webmater

Comincia ad esserci interesse per il mio lavoro Contract Children. Questioning surrogacy, uscito per Ibidem lo scorso mese, benché in inglese. Ringrazio Simonetta Robiony per il suo, che ha dato luogo alla pubblicazione su Se non ora quando-Libere di un’intervista che ha bizzarramente intitolato “Surrogata? Solo per le donne” (vedi qui), simpaticamente inserendo anche dei miei presunti dubbi su quello che affermo.

Preciso quindi che non ho avuto l’opportunità di rivedere il “virgolettato” (e a maggior ragione anche il titolo è al di fuori del mio controllo), e invito pertanto chi sia interessat* alle mie tesi ed opinioni a contattarmi direttamente presso l’Università di Milano (nonché a leggere il mio ultimo libro).

A questo proposito pubblico di seguito la lettera che ho inviato a L’Internazionale come diritto di replica rispetto appunto alla citazione di seconda mano fatta da Chiara Lalli. Il mio interesse e la mia riflessione sulla maternità per altri sono ormai quasi decennali e non è difficile assicurarsi in prima persona di quello che penso e che scrivo, nonostante la censura prima di Famiglie Arcobaleno (di cui facevo parte) quando il direttivo rifiutò di discutere il punto relativo nella Carta Etica del 2007 e poi dai Quaderni Viola (vedi qui).

“Il 4 novembre Chiara Lalli ha citato una giornalista che mi ha intervistata a proposito del mio libro appena pubblicato: Contract Children, Questioning surrogacy (Ibidem, Stoccarda). Vorrei chiarire la mia posizione sulla questione che io chiamo maternità per altri (la donna “portatrice” non è un surrogato, è proprio la madre). Di questa “attività” Lalli afferma che non sarebbe importante la sua gratuità o meno. Ma se non è gratuita diventa la compravendita di un neonato/a. Non si tratta quindi di scegliere per una donna cosa fare del proprio corpo, ma cosa fare di un altro essere umano. Quanto a chi sia la madre, anche se la fecondazione avviene in vitro con l’ovulo di un’altra donna, questo non cambia l’esperienza materna: la gravidanza e il parto. Quello che accade è che anche le donne da cui provengono gli ovuli condividono la posizione paterna: l’attesa dall’esterno di un/a bambino/a con cui si ha un legame genetico, e attraverso la relazione con la madre.”

Daniela Danna – Milano

Expo come Macchina (sulla teoria di Alf Hornborg)

7 agosto 2015 Posted by admin

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Testo del paper presentato a Binghamton alla prima conferenza sull’ecologia-mondo

scarica il paper

“Mega-events and the resuscitation of capitalism: the case of Expo 2015 in Milan”, paper presented to the conference World Society, Planetary Natures: Crisis and Sustainability in the Capitalocene and Beyond, Binghamton University, 9-11.7.2015.

Lesbiche in movimento, alcuni scritti

7 agosto 2015 Posted by admin

I soggetti politici delle lesbiche italiane e i mutamenti sociali nel nuovo millennio

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 (Versione lunga di un pezzo sottoposto alla rivista accademica Italian Studies nel luglio 2009, poi pubblicato con rielaborazioni)

La partecipazione delle lesbiche al movimento omosessuale italiano: il caso del Fuori

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paper presentato al V CONGRESSO DELLA SOCIETA’ ITALIANA DELLE STORICHE (NAPOLI, 28-30 GENNAIO 2010)

Cronache recenti di lesbiche in movimento, in “Quaderni viola” n. 4, 1996, pp. 6-17.

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Versione brutalmente abbreviata, con qualche aggiunta sugli anni 2000

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Vedi anche il post DAL POZZO ALLA PIAZZA

La madre dimenticata e censurata

8 marzo 2015 Posted by admin

Questo scritto sarebbe dovuto apparire nel numero dei Quaderni Viola di Lidia Cirillo dedicato al lesbismo, ma ella lo censurò, dicendo che un’altra in redazione aveva detto che mancava un contraddittorio. La prima affermazione era falsa, alla seconda ho risposto che questa è la minima posizione femminista, e all’interno di questo campo non può esserci alcun contraddittorio al fatto che una donna che partorisce possa decidere di allevare la sua prole.

La madre dimenticata