Category: ‘XXD rivista’

Questo pianeta

16 ottobre 2011 Posted by admin

Dal numero 11 di XXD

Conosciamo davvero questo pianeta, in cui ci ha sbarcate l’incontro casuale di un ovulo e di uno spermatozoo? Chi meglio della biologa Laura Conti, autrice già “ritrovata” a luglio (Il tormento e lo scudo), ce lo può spiegare esaurientemente? Questo pianeta, appunto, è uno spiritoso e denso volumetto apparso nel 1983 per Editori Riuniti, nel momento in cui l’ecologia ha maturato un pensiero in opposizione alle prospettive dominanti del liberismo e del comunismo, e i suoi rappresentanti, tra cui Laura, lo propongono a lettrici e lettori in modo divulgativo. Un po’ di cultura scientifica non fa mai male, nel nostro paese nutrito a latinorum e arti varie, penosamente ignorante sul rapporto tra società e ambiente, sul legame stretto tra scelte di consumo e conseguenze ecologiche, ancora permeato dall’ambizione del dominio umano sul pianeta che ci ospita, invece di considerarci solo una parte – peraltro niente affatto indispensabile – di un tutto.

E quindi seguiamo Laura nel suo narrare la storia del pianeta, della comparsa della vita su di esso, delle interazioni chimiche e fisiche che l’hanno resa possibile qui, invece di farci sbronzare sull’inospitale Pianeta della Birra – una tra le tante trovate fantastiche del suo discorso. (altro…)

Un referendum di tanti anni fa

16 agosto 2011 Posted by admin

Dal numero 8 di XXD

SCARICA QUI IL LIBRO:
Laura Conti: Il tormento e lo scudo. Un compromesso contro le donne. Mazzotta 1981

“Il popolo comanda, il governo obbedisce” scriveva Laura Conti nel 1981 a proposito di un altro referendum, cui gli italiani vennero chiamati da più partiti per rispondere a una complicata serie di quesiti su una materia veramente semplice: la facoltà di abortire delle donne. Nel bellissimo Il tormento e lo scudo. Un compromesso contro le donne, uscito per Mazzotta nel 1981, la biologa e attivista si incaricò di spiegare in dettaglio le proposte dei diversi partiti e del Movimento per la vita, ma non è questo il nocciolo del libro – altrimenti non sarebbe un classico perduto del femminismo ma solo un instant book d’antan, un curioso reperto, pur impreziosito dalla geniale fantasia della Conti, che trova analogie impagabili tra gatti annaffiati ed embrioni che sono embrioni che sono embrioni, e non uomini. Da cui discende il semplice corollario che chi abortisce non è un’assassina.

La semplicità della questione è: vogliamo che le donne abortiscano in condizioni di igiene oppure che lo facciano a rischio della pelle nei modi più assurdi? Perché, quanto ad abortire, le donne abortivano e abortiranno. Per Laura Conti si trattava di una questione di libertà: chi non dispone del proprio corpo non può essere veramente libero. Nel caso delle donne, il nostro corpo può certo accogliere una nuova vita – ma anche rifiutarla se non vogliamo essere madri, nemmeno per i nove mesi di gestazione. (altro…)

Idillio ribelle: madri e nonne contro la Tav

16 agosto 2011 Posted by admin

Dal numero 9 di XXD

Tutto ciò di cui si parla non esiste più: tende-cucina, roulottemedia center, mostre e cartelli: distrutto dall’attacco dei “professionisti della violenza” due settimane dopo queste interviste. Auguriamo a tutti i feriti una pronta guarigione, esprimiamo la nostra solidarietà con le vittime di una violenza ingiusta.

Il rombo dell’elicottero e il vorticare delle pale sono il Progresso che sveglia all’alba il presidio della Maddalena a Chiomonte, in val di Susa. O forse dovrei dire la Libera repubblica della Maddalena, perché così hanno ribattezzato l’area valsusini e alleati nella lotta contro le linee ferroviarie ad alta velocità, la Tav. Questo è un luogo di pratica democratica e di interposizione non violenta per bloccare un progetto devastante e illegale, osteggiato dalla maggioranza dei valsusini. E quei prati e boschi accanto a un’azienda vinicola e a un parco archeologico, concessi in affitto (o meglio, “plateatico”) dal comune sono oggi un luogo di socialità e condivisione ribelle. (altro…)

Spezzeranno le reni alla Grecia?

16 luglio 2011 Posted by admin

Dal numero 9 di XXD

Il presente della Grecia è il nostro futuro: il paese non è in grado di ripagare il debito pubblico, mentre politici di destra e di sinistra procedono con ferocia a tagli allo stato sociale, cioè a quel reinvestimento in beni comuni delle risorse messe dai cittadini a disposizione dello stato con le tasse: scuola, sanità, pubblica amministrazione. Non sappiamo se ai greci venga risparmiata la nauseante retorica dei “fannulloni” che hanno un impiego statale, ma sappiamo che – fatti con le buone o con le cattive – la sostanza dei tagli non cambia. E così anche in Grecia si sono affacciati sulle piazze gli indignados. Rifiutano di pagare il debito con le banche e con le istituzioni finanziarie internazionali, non sono disposti a pagare il prezzo dell’aumento delle disuguaglianze e con il ritorno al mercato per tutti i servizi, compresa l’istruzione e la salute. Assediano i politici asserragliati in un parlamento che non fa altro che obbedire agli ordini della finanza. Guido Viale scrive che bisognerà necessariamente rivedere il patto di stabilità di Maastricht, che costringe a onorare il debito pubblico anche a prezzo della dismissione di ciò che è proprietà di tutti. “Il problema”, aggiunge, “è se a questo passaggio obbligato si arriverà dopo aver spolpato lavoratori e popolo di tutto quello che hanno conquistato nel corso del secolo scorso, e dopo aver svenduto alla finanza internazionale tutto il vendibile (porti, utility, servizi pubblici, acqua, edifici, isole, spiagge, magari anche il Partenone); oppure se la dichiarazione di insolvibilità arriverà prima delle svendite”, grazie alla mobilitazione popolare. Le donne hanno molto da perdere dalle privatizzazioni: il Novecento come “secolo delle donne” ne ha visto l’ascesa parallelamente allo sviluppo dello stato sociale, lo stato del welfare, che si è occupato di riorganizzare i servizi alla persona, in un certo senso collettivizzando quelli che erano in gran parte compiti femminili: la cura dei figli, l’assistenza ai malati, disabili e anziani in primis. (altro…)

Un classico del femminismo italiano

16 giugno 2011 Posted by admin

Dal numero 8 di XXD

Scarica e leggi il libro

Se avessimo scritto il vero titolo di questo libro, avremmo fatto fatica a farci leggere. Dentro a un’anodina copertina celestino pallido e al titolo davvero poco accattivante de La depressione dopo il parto si nasconde invece un vero e proprio classico del femminismo. Come un giallo in cui la detective Patty insegue le tracce degli assassini, rivelando alla fine la loro identità, la psicologa sociale Patrizia Romito presenta dapprima tutti gli sforzi dell’establishment medico per far riconoscere una nuova sindrome (la depressione post parto) per giungere, al termine di un percorso affascinante, a svelare l’arcano di questi misteriosi scoramenti. Misteriosi perché diagnosticati in modo e con contenuti diversi dai vari “esperti” (alcuni danno la colpa agli ormoni, ma altri no, né vi è chiarezza sulla durata del “post parto”) e molto spesso riconducibili piuttosto ad altri sentimenti e idee, come il senso di colpa delle neomamme (in particolare quelle da lei stessa intervistate a più riprese fin dalla gravidanza) per il fatto di sentirsi infelici proprio quando tutti si aspettano che siano al settimo cielo, oppure il risentimento nei confronti del marito, che vuole essere accudito e seguito più dello stesso neonato invece di collaborare nelle fatiche quotidiane del crescere un bebé.
Questi non sono sintomi di depressione, ma reazioni giustificatissime di donne il cui lavoro non viene percepito a volte nemmeno da loro stesse (“Mi sento stanca, ma non ho fatto niente tutto il giorno” – tranne che star dietro al neonato e alla casa, naturalmente). Donne alle quali, più spesso che no, viene tolta ogni facoltà di scelta al momento del parto e delle scelte sull’allattamento, sia che si tratti dell’esproprio medico tradizionale di questi atti femminili, sia che invece siano nuovi dottori ed esperti “illuminati” a essere altrettanto inflessibili nell’imporre parto naturale e allattamento al seno. (altro…)

Ecosessuali contro la decapitazione delle montagne

16 giugno 2011 Posted by admin

Dal numero 8 di XXD

Silenziosa, colpita e indignata dal suo racconto. Il pubblico era particolare: decine di persone, in gran parte donne, di tutte le età, stipate e attente, convocate dalla “sessuologa ecosessuale” Annie Sprinkle e della sua compagna Beth Stephens nella loro casa. Fin dagli anni Settanta Annie è stata un’icona della scena “sex positive” che si è sviluppata dal femminismo: ancora oggi propone a un pubblico di donne l’autoesame di vulva e vagina con specchio e speculum, cosa che la rese famosa ai tempi. Inoltre ha girato e partecipato a quella che oggi chiamiamo postpornografia (abbiamo pubblicato nel primo numero la sua immagine come dea dalle mille braccia), e fa parte del movimento delle sex workers.
Larry Gibson invece sta dedicando la sua vita a contrastare lo scoperchiamento degli Appalachi in cerca di carbone: “Sono cose che quasi nessuno sa. Le montagne sono del popolo americano ma nessuno ci ha chiesto cosa farne. Nessuno ha chiesto il nostro permesso e nessuno ora ci fa sapere cosa succede”. (altro…)

Di che pasta sono fatti

16 giugno 2011 Posted by admin

Dal numero 8 di XXD

Alcuni anni or sono Putin, ignaro che la sua voce venisse trasmessa in sala stampa, espresse grande ammirazione per il presidente israeliano Katsav, allora arrestato per ripetuti stupri (quotidiani del 20 ottobre 2006) e oggi condannato a sette anni di reclusione (marzo 2011). “Katsav si è rivelato un uomo forte”, disse l’uomo forte del Cremlino, “ha stuprato ben dieci donne! Non me lo sarei mai aspettato da lui. Ci ha sorpreso tutti, lo invidiamo”, così riferirono i giornali riportando la notizia dal quotidiano russo Kommersant.
Questa volta lo stupratore ai piani alti è un uomo che ricopre uno dei ruoli più potenti del pianeta: Dominique Strauss-Kahn, (ex) direttore del Fondo monetario internazionale, ivi candidato da Sarkozy. Un socialista (nel senso di appartenente al partito socialista francese) ai vertici dell’incarnazione stessa delle politiche neoliberiste? Perché no? Tanto non c’è differenza nelle politiche economiche. E siamo sicure che la violenza del personaggio lo abbia aiutato in questa scalata al potere finanziario. Il non tenere conto della volontà dell’oggetto del suo desiderio – o delle popolazioni assoggettate dal debito, che non possono avere alternative al neoliberismo – ridotto appunto a un oggetto di cui fruire con la violenza. Quanto alla presunzione di innocenza, notiamo che Strauss-Kahn non ha negato il rapporto, ma ha detto che la donna era consenziente: certamente una cameriera durante il suo orario di lavoro non aspetta altro che l’opportunità di accoppiarsi velocemente con un aitante sessantenne! (altro…)

Nud* alla Mecca

16 aprile 2011 Posted by admin

Dal numero 6 di XXD

La biciclettata mondiale nuda!” grida Jeff, un aficionado del nudo alla Massa critica dell’ultimo venerdì del mese, quando indossa solo un boa piumato. “Solo a dicembre non ce l’ho fatta a spogliarmi per il freddo”, mi racconta. È l’indiscusso leader dell’appuntamento specificamente mirato ad attraversare la città in bici “come mamma ci ha fatti”. Non è obbligatorio, ma la maggior parte gradisce e si toglie i vestiti.
È un’iniziativa verde, con l’invito a usare l’unico veicolo a emissioni zero, la bicicletta, e accettare questa parte della nostra natura animale: il piacere  di sentire il sole sulla pelle e l’assenza di vergogna per il corpo. “Quest’anno ci siamo moltiplicati, l’anno scorso l’abbiamo fatto per la prima volta, con un percorso prestabilito al contrario della massa critica che sciama per la città decidendo di volta in volta la meta. L’anno scorso eravamo in dodici, sei nudi e sei no”. Un centinaio di partecipanti ci scorazzano intorno, pedalando con diversi gradi di nudità, ma i più completamente senza vestiti. Promette bene per il prossimo appuntamento: il 20 aprile, Giorno della Terra. Le donne sono in forte minoranza, alcune sono nude ma si coprono il viso. Il motivo? “Ci sono troppi fotografi. La gente non sa più vivere nel momento”, “Non voglio farmi riconoscere con le Nike”. (altro…)

Buon compleanno Roe vs Wade

4 marzo 2011 Posted by admin

Una folla oceanica si è radunata il 22 gennaio all’Embarcadero di San Francisco, come in molte altre città statunitensi, per ricordare l’anniversario della sentenza della Corte suprema che nel 1973 ha legalizzato l’aborto: Roe vs Wade. Avvicinandosi alla piazza la prima cosa che si vede sono i cartelli gotici con disegni di radiografie di feti, e un sacco di ragazzi e ragazze che si accalcano intorno a un palco enorme. “Sono qui come uomo, perché l’aborto è una questione che riguarda anche noi, che vogliamo essere padri” sento gridare dal megaimpianto di amplificazione. Penso che dev’esserci qualcosa di sbagliato, forse nella mia comprensione della lingua inglese. Solo dopo aver attraversato la folla che innalza madonne e crocifissi arrivo finalmente al raduno dei prochoice, uno sparuto gruppetto bizzarramente vestito (i giovani e le giovani) e recante insegne storiche del NOW e della Planned Parenthood (le vecchie) e della campagna del Nastro d’argento (ancora decisamente vecchiette), che simbolizza la fiducia da avere nelle donne, nonché nella scienza per praticare interruzioni di gravidanza sicure: fiducia che non abortiranno tutti i figli di cui gli uomini vogliono essere padri, ad esempio. (altro…)

La riforma antiuniversità

4 febbraio 2011 Posted by admin

Dal numero 4 di XXD

L’università è stata riformata, con grande soddisfazione di tutto il mondo politico: a leggere i programmi elettorali di tre anni fa delle due coalizioni non c’era differenza di intenti. “Riformare”, una gloriosa parola della sinistra novecentesca, è diventata sinonimo di “distruggere” nella neolingua neoliberale condivisa da tutte le parti del parlamento, nonché dal presidente della Repubblica, che ha approvato quasi senza battere ciglio una legge autocontraddittoria e inconstituzionale.
La nostra Costituzione prevede che l’istruzione, anche quella superiore o terziaria, sia pubblica e la ricerca scientifica libera. La cosiddetta riforma invece porta a termine un percorso ventennale di privatizzazione del sapere, introducendo compiutamente logiche di mercato all’interno della vita accademica. Le università saranno governate da consigli di amministrazione aperti ai privati, perdipiù senza che questi ci debbano mettere una lira. Liberi di vendere risorse comuni agli amici degli amici, come è stato per tutte le privatizzazioni della Repubblica, in cui i governi di sinistra hanno eccelso su quelli di destra. (altro…)