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L’Infernale Tragedia: lettura scenica

27 gennaio 2019 Posted by webmater

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Presentazione a Milano in Scighera 16.12

4 dicembre 2018 Posted by webmater

https://www.youtube.com/watch?v=3ozao4UD9gE&t=2601s
Lo spunto dell’ultimo libro di Daniela Danna, sociologa, proviene dall’aumento negli ultimissimi anni, da parte di adolescenti e famiglie, di richieste di accesso ai percorsi di transizione e autodeterminazione, che permettono di smettere di vivere il ruolo di genere relativo al sesso biologico di appartenenza per arrivare a vivere pienamente nell’identità di genere di elezione (transgenderismo).

È un tema che tocca vari aspetti, da quello legato alla fascia dell’adolescenza con le difficoltà di trovare una propria identità personale, fino a quello squisitamente medico e psicologico (in Italia la transizione è coperta dal Servizio Medico Nazionale mentre all’estero spesso è in regime privato).
Il libro ha aperto un dibattito, a volte dai toni aspri, che si inserisce in un clima di contrapposizione e di opposizione creatosi negli ultimi anni tra mondo lesbico/femminista e mondo trans. Dibattito che spesso rimane confinato ai circoli LGBT, ma che riveste un grande interesse  per chiunque perché riguarda l’identità sessuale e quella di genere. Soprattutto in un periodo come quello attuale, nel quale la compagine governativa, ed evidentemente gran parte della popolazione, vuole ricondurre la questione a una rigida visione tradizionale dei ruoli.
Per questo appuntamento della Pianta Anarchica oltre a Daniela Danna sarà presente Nathan Bonni, attivista LGBT. Per la Scighera Andrea Perin

ore 21, Ingresso con tessera Arci

https://www.lascighera.org/eventi/la-piccola-principe-lettera-aperta-alle-giovanissime-su-puberta-e-transizione-di-daniela

Oggi a Bergamo

30 novembre 2018 Posted by webmater

presentazione de La Piccola Principe

I compagni del centro documentazione La Piralide hanno scritto questo magnifico pezzo per presentare l’evento:

https://lapiralide.noblogs.org/post/2018/11/28/la-fobia-della-critica/

“…Non è certo lo scardinamento delle basi biologiche dell’esistenza che può trasformare le sedimentazioni e costruzioni sociali e che può cancellare le discriminazioni, sarebbe come voler cancellare i colori della pelle per superare il razzismo.
Tutto questo è in perfetta sintonia con i valori del libero mercato, con il paradigma di questo sistema tecno-scientifico.
Tra lavorare in fabbrica, affittare l’utero vendendo il proprio figlio e fare la prostituta, esiste il non accettare una condizione di miseria e sfruttamento. Inserirsi nel mercato da impresarie/i e azioniste/i del proprio corpo, come propugnano alcune correnti Queer in tema di prostituzione e GPA, non significa attuare una nuova rivoluzione, come cantavano recentemente a Bologna “siamo tutte puttane”, ma abbandonare ogni lotta e possibilità di cambiamento. A quando vendere i reni sarà un atto radicale come una soluzione alla crisi e verrà difeso con proteste e scioperi?

Nel mondo post-moderno alla rovescia
lo sfruttamento e la mercificazione dei corpi,
l’acquisto dell’accesso del corpo di una donna,
la legittimizzazione della logica che vede ogni donna oggetto sessuale,
l’assistenza sessuale per disabili,
il diventare imprenditrici di sè stesse,
la vendita di ovuli,
l’affitto dell’utero,
la procreazione medicalmente assistita,
la compra-vendita di bambini e bambine al mercato della riproduzione,
la selezione eugenetica degli embrioni (e presto anche l’editing genetico),
la logica che sottende l’idea di un corpo smembrabile, modificabile, ingegnerizzabile,
l’idea transumanista del superamento di ogni limite,
la somministrazione di farmaci bloccanti per la pubertà:
diventano libertà e autodeterminazione,
diventano rivendicazioni di scelte personali.
Si pensa che siano idee rivoluzionarie, si pensa di poter gestire tutti questi processi, e che questi corrispondano ai propri desideri e aspettative.
In realtà, anche quando corrispondono davvero ai nostri desideri, vi è un imperativo che prescinde da noi in quanto sono interiorizzazioni delle stesse logiche patriarcali, in quanto sono processi in mano a tecnici e specialisti in cui la stessa organizzazione e pianificazione viene stimolata proprio dall’offerta tecnologica.

Niente è più lontano da una legittimazione e rafforzamento dell’esistente, non scardinano nulla, ma riaffermano e soprattutto confermano questo sistema con le sue logiche di dominio che non si presentano ormai quasi più come imposizione e dispotismo, ma al contrario come una libera scelta introdotta da una nuova neolingua.

Sta avvenendo una profonda risignificazione:
la prostituzione diventa sex-work,
l’utero in affitto diventa maternità per altri altruistica,
la vendita e la predazione di materiale biologico diventa dono,
la scelta su un catalogo di un bambino diventa desiderio di genitorialità,
una non malattia come l’infertilità e il non rientrare negli stereotipi di genere diventano una condizione patologizzata e medicalizzata,
lo sfruttamento e la povertà diventano orgoglio e rivendicazione,
gli abusi come la prostituzione e la GPA diventano rivendicazioni di diritti,
la donna diventa un asterisco,
una creatura transgenica come l’oncotopa diventa una compagna di specie e sovversiva,
il cyborg diventa la nuova soggettività trasgressiva,
le tecnologie diventano gli strumenti per liberarci dalle catene della biologia.
Tutto questo ha profonde conseguenze su tutte e tutti noi e sull’intero vivente.
Da sempre il capitalismo ha spossessato dei beni per accaparrarsi il controllo e la gestione di essi e quando questi diventano dello stato la nostra stessa libertà e autodeterminazione è minata. Lo spossessamento è arrivato fin dentro i nostri corpi e fin dentro i processi biologici dell’intero vivente. Il controllo e la gestione dei corpi da parte dello Stato e delle tecno-scienze devono iniziare dall’embrione in una provetta. …etc”
grazie!

Con Rachel Moran a Bologna, 19.11

12 novembre 2018 Posted by webmater

Rachel Moran, sopravvissuta alla prostituzione e attivista per la riduzione della “domanda” di corpi da sfruttare sessualmente da parte degli uomini prostitutori, presenta a Bologna il suo libro Stupro a pagamento, imprescindibile lettura per chiunque voglia occuparsi del tema prostituzione, da molti ormai detto “sex work” per mascherare gli abusi sessuali che gli uomini pagano per fare, con donne non consenzienti – altrimenti non chiederebbero di essere pagate.
Incredibile il ritiro del logo del Comune di Bologna a questa importante iniziativa, a seguito di una campagna di esponenti del PD che hanno infamato Moran cercando di collegare il suo attivismo con l’orribile vicenda delle Maddalene – che ha avuto fine probabilmente prima che lei nascesse – e tacciando la sua proposta politica di “proibizionismo”, come se si possa parlare di “proibizionismo” nelle relazioni umane e non solo nei confronti delle cose (altrimenti anche le leggi contro lo stupro e contro la violenza domestica maschile sarebbero leggi proibizioniste!). Forse chi ritiene che difendere i corpi di chi è costretta alla prostituzione sia proibizionismo, considera i corpi delle donne come cose da usare?
D’altra parte, il ritiro decretato dal sindaco del PD diventa perfettamente comprensibile considerando le politiche neoliberali che questo partito ha portato avanti in Italia: Jobs act, “riforme” Fornero sulle pensioni, la Buona scuola, grandi opere. E’ infatti nel programma neoliberale l’estensione del mercato anche al “commercio del sesso”, in modo da tassarlo e da irregimentarlo – infatti le cosiddette sex workers non vogliono assolutamente essere sottoposte a regolamenti! I papponi che diventano “manager della prostituzione” invece hanno tutto l’interesse a regolamentare e depenalizzare – cioè cancellare il reato, e il concetto, di sfruttamento della prostituzione.
A Bologna parlerò di quanto la lettura di Moran mi abbia aperto gli occhi su un mio tema di ricerca sul quale sono stata estremamente poco critica, accodandomi a un “consenso neoliberale” di matrice postmoderna che impera nel mio luogo di lavoro: l’università (neoliberale e definanziata anch’essa…).
ps: L’iniziativa è stata organizzata da altri esponenti del PD, convinti della giustezza del “modello nordico”.
 modello_nordico
Ci auguriamo che il Sindaco di Bologna voglia rivedere la sua intenzione
Quando si lotta contro la violenza sulle donne, le giuste politiche di riduzione del danno non esimono dalla riflessione sulle cause della prostituzione e dall’azione di contrasto all’idea che il sesso sia una merce.Rachel Moran, sopravvissuta alla prostituzione, sostiene il modello abolizionista (nordico) che penalizza il cliente e non le persone prostituite, a cui invece fornisce strategie di uscita volontaria, come i sussidi per l’alloggio, l’assistenza all’infanzia, i servizi contro le dipendenze, la consulenza e le terapie olistiche, l’istruzione e formazione. L’incontro del 19 novembre sara’ la presentazione del suo libro, commentato da persone che lo hanno apprezzato e seguito dal dibattito libero.Togliere il logo gia’ assegnato del Comune a questa proposta sarebbe un segnale molto negativo, in un contesto di rischi quotidiani gravissimi corsi da donne e da ragazze che, pur non essendo vittime di tratta, finiscono nelle mani di aguzzini. Ci auguriamo quindi che il Sindaco voglia rivedere la sua intenzione.
Giovanna Camertoni,
per la Segreteria Nazionale di Arcilesbica
Dopo il ritiro del logo del Comune

E’ un gesto grave quello del Comune di Bologna che ha scelto di ritirare il logo alla presentazione del libro di Rachel Moran “Stupro a pagamento”.

E’ anche attraverso queste prese di posizione istituzionali che si conferma il diritto di accesso sessuale da parte degli uomini ai corpi delle donne e che si perpetua la discriminazione nei nostri confronti.
Il fatto che siano degli uomini gay – apparentemente disinteressati all’accesso sessuale ai corpi femminili – ad avversare questo convegno non li rende più credibili quando si ergono a pseudo difensori della autodeterminazione femminile. Tutt’altro.
Quei gay dimostrano di ignorare una volta in più la differenza sessuale
L’aggressività a cui abbiamo assistito è pari all’interesse – tutto maschile – a mantenere le donne in una condizione di piena accessibilità (accesso sessuale, riproduttivo) e di subordinazione nei vari campi in cui detengono il loro privilegio.
Descrivere la prostituzione eufemisticamente come sex work serve a coprire la realtà di molte situazioni.
Questi uomini che scendono in piazza per protestare contro il decreto Pillon non vedono come il loro comportamento nei confronti delle donne sia pienamente in linea con esso.
Stupisce il carattere sprezzante della dichiarazione dell’ass. Zaccaria, che dice di non aver alcuna intenzione di andare a sentire il convegno dove si parlerà di cose che conosce già. La città saprà comprendere e cogliere ciò che il Comune non è stato in grado di fare.

Giovanna Camertoni per la segreteria nazionale di AL.

 

Seminario sul pensiero di Samir Amin

26 ottobre 2018 Posted by webmater

Milano – sabato 10 novembre 2018 ore 11
Libreria Les Mots
Via Carmagnola (angolo Via Guglielmo Pepe )
(MM2 – Garibaldi e MM5 Garibaldi)

La storia globale, lo sviluppo ineguale, il capitalismo realmente esistente.
Le sfide della globalizzazione-mondializzazione.
Quale marxismo e quale alternativa socialista
L’attività politica e culturale dello studioso recentemente scomparso origina da una
prospettiva ben precisa. Si guarda e si agisce nel mondo a partire dalle periferie,
come prospettiva del necessario “risveglio del Sud” (o dei tanti Sud),
dell’emancipazione necessaria per i popoli delle periferie del mondo e per le classi
subalterne in generale del sistema capitalistico su scala mondiale.

prima sessione ore 11-12.45
presentazione del seminario
La visione della storia globale. La critica dell’eurocentrismo, le nozioni di “classe” e di “nazione” e i progetti nazionali e popolari per il Sud del mondo
relazione di Massimiliano Lepratti (ricercatore ed educatore)

Lo sviluppo ineguale e il sistema capitalistico su scala mondiale. Il marxismo di
Samir Amin e il progetto di emancipazione per i popoli delle periferie del mondo
relazione di Giorgio Riolo (Rete delle Alternative)

ore 12.45 intervallo

seconda sessione ore 14-16.30

dibattito complessivo a partire dalle due relazioni iniziali

Immanuel Wallerstein e la scuola del sistema-mondo. Un confronto con Samir Amin
relazione di Daniela Danna (ricercatrice, Università degli Studi Milano)
dibattito

organizza Rete delle Alternative
in collaborazione con Libreria Les Mots

Milano: 26 giugno

21 giugno 2018 Posted by webmater

26-giugno

Neviana Calzolari – Transizioni di sesso e transizioni di genere: qualche riflessione su corpi, sessi, asterischi, autodefinizioni e real life test dei consultori ONIG

Giovanni Dall’Orto – Un queer è un maschio eterosessuale con il rossetto e i tacchi a spillo

Daniela Danna – Il corpo delle donne e le scelte lesbiche nel mainstream lgbt

Massimo d’Aquino – L’esperienza della transizione ed i cambiamenti degli ultimi 20 anni. Con uno sguardo perplesso verso domani

Pride nazionale – Milano 30 giugno 2018Al Pride di Milano non parteciperemo solo come AL Zami ma anche come associazione nazionale.
Saranno presenti i circoli di Bergamo, Firenze, Bologna, Modena, Trento ed altri.
Ci troviamo alle ore 15.30 in  via Mauro Macchi 44, davanti al bar Carpe Diem (5 minuti a piedi da Centrale)

Trento: 28 maggio

22 maggio 2018 Posted by webmater

trento

Vigevano: 24 maggio

22 maggio 2018 Posted by webmater

Scuola di cultura e politica Rosa Luxemburg”

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giovedì 24 maggio 2018 – ore 21
Il sessantotto delle donne. Percorsi di liberazione e di riscatto sociale e culturale in Italia dagli anni sessanta a oggi

relatrici
Lidia Menapace (già partigiana e senatrice della Repubblica)
Daniela Danna (docente Università degli Studi di Milano)

A cura del Collettivo Culturale “Rosa Luxemburg” – Vigevano

Biblioteca Civica “Lucio Mastronardi”
Corso Cavour 82

Catania: 17 maggio

22 maggio 2018 Posted by webmater

catania

Bergamo, 28 aprile

14 aprile 2018 Posted by webmater

Alle 19.30 presentazione nell’ambito della  Fiera dei librai allo Spazio incontri  :

Daniela Danna / Maternità. Surrogata?/ Asterios 2017

Che cos’è la maternità? Che cosa diventa la maternità quando è “surrogata”? Si tratta di un contratto, della creazione di un mercato per la filiazione (in astratto, in concreto di neonati). Il libro ci racconta che cosa ci aspetta se la regolamenteremo, sulla base delle esperienze di paesi come la California, il Canada, l’India, Israele, la Grecia, la Gran Bretagna e i pochi altri dove questa transazione commerciale (anche laddove viene chiamata “altruistica”, dal momento che generosi “rimborsi spese” sono sempre previsti per convincere le donne a prestarsi) è stata creata nel diritto e quindi nella società.

con l’autrice Daniela Danna

a cura di Città delle Mille